REDAZIONE UMBRIA

Tavole Eugubine, il mistero. Sulle lastre di bronzo spuntano nuove iscrizioni

Riparte la campagna di indagini sui reperti conservati a Palazzo dei Consoli. Trovato un ’riassunto’ mai individuato prima. In azione l’Università di Perugia.

Le ’Tavole Eugubine’ conservate nel Museo Civico di Palazzo dei Consoli: sono in corso nuovi studi

Le ’Tavole Eugubine’ conservate nel Museo Civico di Palazzo dei Consoli: sono in corso nuovi studi

È di questi giorni un’importante novità che riguarda le Tavole Eugubine. Grazie a una campagna di indagini non invasiva sulle sette lastre bronzee custodite nel Museo Civico di Palazzo dei Consoli iniziata lo scorso maggio dal Dipartimento di Lettere dell’Università di Perugia e l’équipe del centro di eccellenza SMAArt, infatti, è stata individuata una scritta mai analizzata in precedenza.

A guidare la campagna è il professor Alberto Calderini, glottologo dell’Università di Perugia, che ora affiancato dal professor Aldo Romani, chimico dell’ateneo perugino, dalle professoresse Francesca Rosi e Laura Cartechini, chimiche del CNR e dal professor Riccardo Massarelli, sta cercando di riportare totalmente alla luce.

"Tempo fa ci siamo accorti che una delle tavole – spiega Alberto Calderini – presentava una scritta ad inchiostro veramente poco visibile in una delle zone che hanno uno spazio scrittorio ancora libero. Quello che dice l’iscrizione – sono tre righe di testo – è una specie di riassunto (scritto in latino con qualche prestito dall’umbro) del contenuto della tavola su cui è scritto. Quest’ultimo fatto ci fa pensare e sperare che anche nelle altre tavole ci possano essere scritte simili".

La possibile "anomalia", peraltro, era già stata notata nel 2007, ma dopo una fase di stallo i lavori sono ripresi, appunto, nel 2024, utilizzando per le indagini strumentazioni di alto livello che non vadano a inficiare su un documento di straordinaria importanza per la lingua umbra e per la civiltà degli Umbri, come sottolinea Aldo Romani: "L’indagine che stiamo conducendo è svolta con una tecnica di imaging iperspettrale nel vicino infrarosso, con uno strumento all’avanguardia che ci permette di vedere delle parti che riguardano la scritta che non sono visibili ad occhio nudo. Stiamo cercando di ottimizzare le misure per avere il quadro completo, ogni volta facciamo un passo in avanti".

Man mano, infatti, sta uscendo sempre di più il contenuto dell’iscrizione, che secondo gli studiosi può essere avvenuta in un momento di passaggio tra la fase umbra e la fase romana. "Abbiamo a che fare con qualcosa di nuovo, che migliora così la nostra conoscenza sulle tavole", chiosa Riccardo Massarelli.

Federico Minelli