
L’ospedale di Città di Castello, punto nevralgico per l’intero sistema sanitario dell’Altotevere. Ma i problemi sono anche altri
Carenza di medici, liste d’attesa, primariati vacanti: "Serve un confronto territoriale per risolvere le tante problematiche". Sanità, politiche sociali e servizi alla persona sono le priorità ribadite dai sindacati di Cgil Cisl e Uil insieme ai pensionati dell’Altotevere che si sono incontrati per predisporre una proposta unitaria da mettere sul tavolo dei Comuni in Altotevere. Tra le note più dolenti, quella legata ai servizi sanitari. Nuove critiche sono piovute sulla scelta di realizzare la Casa di Comunità nella struttura di via Vasari a Città di Castello ritenuta "sbagliata in quanto i locali, pur parzialmente ampliati, sono insufficienti a contenere tutti i servizi e le specializzazioni", si legge nel documento.
Per l’ospedale forti carenze di personale medico e infermieristico; è il caso del Centro antidiabetico che segue circa 4 mila pazienti, dove mancano un medico e tre infermieri rispetto al fabbisogno. Nell’incontro che si è svolto in ospedale nelle scorse settimane i sindacati hanno evidenziato la necessità di definire i primariati attualmente vacanti e l’esigenza di colmare la mancanza di personale, a partire dal pronto soccorso. Dai vertici della Usl sono giunte rassicurazioni sui concorsi banditi per il primariato di ginecologia, diabetologia, cardiologia e il bando di concorso per anestesisti, e infermieri.
"Tuttavia le inefficienze sanitarie sono particolarmente rilevanti in relazione alle liste di attesa specie nei reparti di gastroenterologia e oculistica: non riteniamo risolutiva la decisione della Regione di intervenire attraverso l’implementazione delle convenzioni con i privati, ma pensiamo sia necessario l’efficientamento del sistema pubblico", scrivono Cgil, Cisl e Uil. Problemi di servizio sanitario evidenziati anche dalla medicina territoriale "aggravata dalla riduzione dei medici di base che ormai sono rimasti 49 con un numero di pazienti ciascuno sempre più elevato fino a mille 500 con evidenti inefficienze complessive che possono essere sanate soltanto con un solido coordinamento territoriale". Tante le questioni aperte, già più volte finite nelle attività di contrattazione sociale che si sono svolte coi vertici della Usl locale e che finiranno al centro dei confronti coi vari sindaci del territorio.