Sanità, l’appello di tutti i sindaci: "No al depotenziamento del servizio"

I primi cittadini dell’Altotevere firmano un documento unitario contro la carenza di personale

Sanità,  l’appello di tutti i sindaci: "No al depotenziamento del servizio"

Sanità, l’appello di tutti i sindaci: "No al depotenziamento del servizio"

La sanità è la priorità sul tavolo di tutti i sindaci dell’Altotevere che in queste ore firmano un documento unitario contro la carenza di personale del primo soccorso negli ospedali di Città di Castello e Umbertide. Sulla questione sarà convocata un’apposita assemblea territoriale e "sarà promossa ogni iniziativa necessaria al pieno ripristino di servizi indispensabili per la salute dei cittadini".

Citerna, Città di Castello, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino e Umbertide esprimono attraverso i loro sindaci "profonda preoccupazione per la situazione sanitaria".

Ad accendere la scintilla la recente decisione di istituire "l’automedica nella frazione di Trestina per garantire il servizio di primo soccorso in tutto l’Altotevere e per sopperire alla carenza di personale ospedaliero a Città di Castello e Umbertide".

Il depotenziamento del servizio è alla base della convocazione in via d’urgenza della neo costituita Assemblea dei primi cittadini della Usl Umbria 1, anche per promuovere ogni iniziativa necessaria "al pieno ripristino di un servizio indispensabile per la salute della collettività". Sulla questione automedica la Usl ha chiarito in una nota pubblica che "questa rimodulazione del servizio riguarda solamente pochissimi turni per il mese di luglio, in attesa dell’arrivo di nuovo personale".

Una situazione Oltre che per "difendere l’erogazione di servizi indispensabili e l’esercizio del diritto alla salute dei cittadini", i sindaci dei comuni della vallata hanno deciso di prendere posizione in maniera unitaria sulla vicenda per sottolineare come "questa scelta, che avviene proprio nel periodo di maggiore afflusso turistico nei nostri borghi e nelle nostre città, avrà ricadute negative su tutto il territorio".

Gli stessi amministratori si dicono stupiti, in questo contesto della nota diramata dalla Usl Umbria 1 che, per giustificare tale scelta "conferma il depotenziamento del servizio".

Nel settembre 2023 tutti i sindaci insieme a sindacati, medici e cittadini avevano protestato davanti all’ospedale per ribadire l’importanza della sanità pubblica , del potenziamento dell’organico a disposizione dei presidi locali e per opporsi al ridimensionamento dei servizi nel territorio.