Sanità fra luci e ombre. Interventi chirurgici la Regione riduce i tempi

I dati del Rapporto Agenas: le attese sono più brevi rispetto al 2021 ma sul 2019 quella umbra resta ancora una delle peggiori realtà italiane.

Sanità fra luci e ombre. Interventi chirurgici la Regione riduce i tempi

Sanità fra luci e ombre. Interventi chirurgici la Regione riduce i tempi

La Regione riduce i tempi di attesa degli interventi chirurgici rispetto al 2021, ma sul 2019 resta ancora una delle peggiori realtà italiane. È quanto emerge dal nuovo report di Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali) sul rispetto delle attese per gli interventi chirurgici dell’area oncologica e dell’area cardio-vascolare erogati da strutture pubbliche e private accreditate, da parte delle Regioni. Nell’indagine, datata 5 ottobre, vengono infatti effettuati i confronti del 2022 sia con lo scenario pre-covid sia con quello del 2021, per capire quali siano state le variazioni.

E proprio rispetto all’anno dell’insediamento della Giunta-Tesei lo scenario è purtroppo peggiorato – non solo in Umbria naturalmente –. Ma per l’area cardiovascolare la nostra Regione è la peggiore tra tutte le altre, dato che fa registrare un – 20,41% rispetto al rispetto dei tempi che si verificava nel 2019. Le eccellenze qui sono la Basilicata (+25,60), la provincia di Bolzano (+8,85) e la Lombardia che guadagna 3,65 punti percentuali.

E l’Umbria è tredicesima con un – 7,57% anche per il rispetto dei tempi nell’area-oncologica sempre in confronto a ciò che accadeva nel 2019. Qui la Lombardia ha recuperato più di 28 punti percentuali, la Toscana +17,49% e l’Abruzzo un + 15,83. Va meglio rispetto al 2021: i dati medi a livello nazionale mostrano che viene rispettato il termine di 30 giorni di attesa per un’operazione di tumore solo per 3 casi su 4 (73,78%) mentre il rispetto dei 30 giorni di attesa previsto dalla legge per un intervento di area cardiovascolare vale per 4 casi su 5 82,31%. In questo contesto, l’Umbria migliora la propria performance rispetto al 2021, del 2,15% nell’area oncologica (seconda regione in assoluto) e del 3,21% nell’area cardio-toracica (quarta regione in assoluto).

"Si tratta della testimonianza, qualificata e indipendente, che il lavoro portato avanti in questi mesi sta dando i suoi frutti e che dobbiamo assolutamente continuare in questa direzione per garantire ai cittadini un accesso equo e in tempi adeguati alle prestazioni sanitarie", afferma l’Assessore alla salute e alle politiche sociali della Regione Umbria, Luca Coletto, in riferimento al 20212022. Purtroppo però c’è ancora molto da fare rispetto al pre-covid. Vedremo quali saranno i dati del 2013. M.N.