Rogo di Gubbio, i sopravvissuti all’inferno: “Ho lottato per non perdere i sensi”

Kevin e Alessio ripercorrono, in aula, i drammatici momenti dell’esplosione e dell’incendio di Canne Greche dove morirono Ellisabetta d’Innocenti e Samuel Cuffaro. I genitori del 18enne: "Un fiore strappato alla vita"

L'intervento dei vigili del fuoco

L'intervento dei vigili del fuoco

Gubbio (Perugia), 29 settembre 2023 – Kevin ora lavora come operatore sociosanitario. Alla Green Genetics c’era andato a lavorare, nel 2020, perché quel corso se lo voleva pagare con i suoi soldi. "Gabriele (Muratori, uno degli imputati, ndr) lo conoscevo da anni, siamo stati a scuola insieme. Mi fidavo". Alessio si commuove ripercorrendo, in aula, i drammatici momenti dell’esplosione e dell’incendio che, in un attimo, ha cambiato la sua vita e quella di Samuel Cuffaro, di Elisabetta D’Innocenti, e di Kevin, come lui sopravvissuto all’inferno di Canne Greche, il 7 maggio 2021. Alessio, che all’epoca era ancora minorenne, da quell’inferno è uscito riportando menomazioni permanenti, ustioni su circa il 75% del corpo. È stato a lungo in terapia intensiva, ha subito numerosi interventi chirurgici. Ha lottato, quel giorno, per non perdere i sensi mentre i vigili del fuoco lo raggiungevano per consegnarlo al 118, mentre per Samuel non c’era più niente da fare. Come Elisabetta, che si trovava al piano superiore dello stabile, trasformato in magazzino e laboratorio per la realizzazione di cannabis light. Dei momenti prima dell’esplosione, ha ricordato l’urlo di Elisabetta, lei era lì nel laboratorio, la deflagrazione non le ha dato scampo. Alessio Cacciapuoti, assistito dall’avvocato Francesca Pieri, ha anche ripercorso, sollecitato dalle domande del pm Gemma Miliani, le modalità lavorative alla Green Genetics, alla tecnica utilizzata per "lavare" la canapa. Un metodo, ha confermato, di fatto inventato da uno degli imputati, Alessandro Rossi. Lavaggio che avveniva in lavatrici industriali con l’utilizzo di pentano. Senza, questa l’accusa, che ci fosse alcuna validazione ufficiale sulla procedura né le adeguate misure di sicurezza. Da qui l’accusa di omicidio doloso. Kevin Dormicchi, assistito dall’avvocato Riccardo Vantaggi, la cui deposizione proseguirà nella prossima udienza, prima di entrare in aula, quel giorno lo ricorda così: "Non ci dovevamo neanche essere lì. Io ero al campo, stavo costruendo una serra. Ma per telefono mi hanno detto di andare a Canne Greche per imbustare la canapa. Lo stesso Samuel. Io avevo un contratto da lavoratore agricolo". Non dovevano esserci, ricorda. Un ricordo indelebile: "Penso a Samuel e a Elisabetta ogni giorno, ai loro familiari, penso ad Alessio, a quello che è successo. Cerco di voltare pagina, ma come fai? È ancora tanto dura, spero che la giustizia faccia il suo corso, ma sono ricordi indelebili".

Tra i testimoni, oltre a un vigile del fuoco che effettuò anche i sopralluoghi all’indomani dell’incidente, e a un carabiniere, sono stati sentiti i genitori di Samuel, Gaetano e Fiorella, assistiti dall’avvocato Ubaldo Minelli. "Era un fiore appena sbocciato che mi è stato strappato. Non vedevo l’ora di vederlo con la barba. Ma con la barba non lo potrò vedere" ha detto la madre, ricordando il figlio, le sue passioni, quella canzone che aveva scritto e che gli amici hanno pubblicato dopo la sua morte. Per Gaetano, invece, il tormento di ogni notte è il perché "di quello che succedeva lì dentro, nessuno sapesse niente, nessuno né avesse completa conoscenza. Io, quel giorno, quando sono andato lì, mentre pregavo di ritrovare mio figlio, sentivo tanti dire che nessuno sapeva niente. Per quello che mi diceva, Samuel faceva l’operaio agricolo".