Norcia, 29 dicembre 2015 - Finisce in un tribunale, quello del commissario per gli usi civici, la vicenda dei parcheggi temporanei allestiti la scorsa estate a Castelluccio di Norcia. Una storia che aveva suscitato polemiche tra ambientalisti e amministrazione comunale, quest’ultima determinata a dare una risposta alle migliaia di persone che in estate prendono letteralmente d’assalto la piccola frazione del Comune di Norcia che guarda in faccia il Monte Vettore, considerata una delle zone naturalistiche più belle d’Italia. Polemiche che sembravano fossero destinate a esaurirsi con la fine dell’estate. E invece no. Gli ambientalisti non hanno mollato e i loro esposti hanno prodotto frutti.

Il prossimo 11 aprile la questione parcheggi di Castelluccio arriva alla corte del Commissario per gli Usi civici di Lazio, Umbria e Toscana. I parcheggi erano stati allestiti dal Comune di Norcia in via temporanea «trasformando» alcuni terreni privati e pubblici in aree di sosta. Una decisione che comunque andava a inquadrarsi in un progetto di più ampio respiro per la modifica della viabilità in una zona particolarmente fragile dal punto di vista ambientale, ma molto attrattiva da un punto di vista turistico.

Serviva, infatti, anche come sperimentazione in vista del Pams, Piano di azione per la mobilità sostenibile. E proprio per la temporaneità della sperimentazione il Comune aveva ottenuto le autorizzazioni a quel momento necessarie. Ma gli ambientalisti, guidati soprattutto dall’associazione Mountain Wilderness insorsero subito, contestando la trasformazione dei terreni «nati per essere seminati» in aree calpestate da automobili e addirittura da camper.

Un punto di vista che sembra essere stato sposato dal commissario per gli usi civici, il quale, nel fissare l’udienza al prossimo 11 aprile scrive: «In relazione ai fondi suddetti, insorge contestazione circa la natura giuridica, in quanto essi risulterebbe adibiti a ‘parcheggi autoveicoli e aree sosta camper’ in violazione della loro  natura. La compressione degli usi civici a tempo indeterminato costituisce contestazione implicita della loro natura demaniale civica». Gli ambientalisti, inoltre, non si fermarono a fare ricorso al commissario degli usi civici. Ma interessarono della questione persino la Commissione europea, la Commissione petizioni del Parlamento europeo, i ministeri dell’Ambiente e dei Beni e attività culturali, l’Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini oltre a informare per opportunità la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto.

Mountain Wilderness, infatti, ebbe sospetti circa la completezza delle procedure autorizzatorie seguite dal Comune e per tale ragione decise di portare avanti con convinzione la battaglia. Sulla quale a breve, dunque, si pronuncerà un’autorità terza. Insomma, la questione resta di scottante attualità, soprattutto alla luce della data dell’udienza in tribunale.