L’attentatore di Bruxelles. A Terni solo di passaggio

Controllato da una volante della polizia nel febbraio 2012 in via Lungonera. Avviati accertamenti sulle persone che erano con lui in auto in quell’occasione.

Sarebbe stato solo di passaggio a Terni, nel febbraio del 2012, l’attentatore di Bruxelles. Venne fermato in auto dalla polizia con altri stranieri, sui cui nomi ora sono partiti degli approfondimenti, Abdesalem Lassoued, il quarantacinqenne di origini tunisine che nella serata di lunedì scorso, a Bruxelles, ha fatto fuoco con un kalashnikov contro due cittadini svedesi, uccidendoli. È quanto sta emergendo dalle indagini avviate dopo l’attentato, che ripercorrono le tappe italiane dell’attentatore. Il controllo nel quale è stato identificato Lassoued a Terni venne effettuato il 19 febbraio 2012 in via Lungonera, nella zona centrale della città. Il tunisino fu fermato nell’ambito dell’attività ordinaria delle pattuglie della squadra volante ed era in auto, come detto, con gli altri stranieri. Dell’attentatore non risultano, oltre a questa, particolari tracce a Terni né prima, né dopo quel controllo. Probabilmente, secondo la polizia, era di passaggio. Sono stati, come detto, avviati degli accertamenti, sulle persone che vennero controllate, nell’occasione, con lui. Arrivato su un barcone nel gennaio 2011, l’uomo viene foto-segnalato a Porto Empedocle. Resta per un po’ in un Centro per migranti di Torino fino ad aprile quando esce con un permesso per motivi umanitari. Viene identificato a Fiumicino e poi a Terni, appunto, nel febbraio 2012, ricompare nel 2014 quando la Svezia lo rimanda in Italia come Paese di primo ingresso nell’Ue.

L’attentatore di Bruxelles arriva quindi a Torino ma non si presenta all’ufficio immigrazione. Nel 2016 la polizia lo identifica a Bologna dove presenta richiesta di asilo ma la sua domanda viene respinta. Presenta ricorso ed esce dal Cie di Caltanissetta. Poi le sue tracce ricompaiono a Genova, in particolare nel consolato tunisino. Nel frattempo anche il suo ricorso viene rigettato in appello nel luglio 2018, ma lui è già di nuovo all’estero dove ha aderito alla jihad. Il Belgio, ad aprile 2020, chiede all’Italia di farsene carico ma la richiesta viene rifiutata perché il suo permesso era scaduto e dal novembre 2016 di lui in Italia non c’era più traccia.