K2, la vitamina che libera le arterie dal Calcio e lo fissa nelle ossa

La ricerca del dottor Gianluigi Rosi, medico perugino che la studia da oltre cinque anni

ANGIOLOGO Il dottor Gianluigi Rosi
ANGIOLOGO Il dottor Gianluigi Rosi

Perugia 14 marzo 2019- Riduce il calcio nelle arterie e contemporaneamente aumenta quello nelle ossa. È la vitamina K2 (menachinone, MK7), nutriente fondamentale che fa parte del gruppo delle Vitamine K, conosciute fin dal 1929 quando venne individuata come supporto importante per gli effetti sulla coagulazione del sangue K1. Fu poi nel 1975 che alla Harvard Medical School si scoprì che l’osteocalcina era una proteina vitamina K2 dipendente. Nel 1997 si iniziò a pensare che la K2 evitava che il Calcio si depositasse nelle arterie “dirottandolo” invece nelle ossa. Nel XX secolo la vitamina K2 divenne la vitamina fondamentale per eliminare e ridurre le calcificazioni a livello dell’aorta addominale e quindi giocare un ruolo fondamentale nell’ambito delle patologie cardiovascolari (aterosclerosi) ed ossee (osteoporosi). A sperimentarlo lo scienziato Vermeer dell’Università di Maastricht. Venne così decretata la scoperta di questo vero e proprio “spazzino delle arterie”. Nonostante ciò l’suo in tal senso della vitamina K2 è ancora sconosciuta ai più. Ora, grazie a un medico perugino, angiologo di chiara fama, il dottor Gianluigi Rosi che da 5 anni porta avanti delle specifiche ricerche in tal senso, verrà presto messo a punto un prodotto con una triplice azione: allontanare il calcio dalle arterie, depositarlo nelle ossa con la collaborazione della vitamina D e vasodilatazione arteriosa dovuta alla Vitexina.

«Un primo protocollo di studio su 40 persone – spiega il dottor Rosi – ha dimostrato un miglioramento dei sintomi nella claudicatio intermittens nei soggetti con dolore al polpaccio durante il cammino. Il ruolo fondamentale della vitamina K2 è quello di avere un’attività antiaterosclerotica attraverso un meccanismo d’azione, a livello cardiovascolare, con un effetto protettivo dovuto alla capacità di attivare la “Matrix Gla Protein” prodotta dalle cellule muscolari lisce della tunica dell’arteria che, carbossilata, lega il calcio circolante nel sangue, e ne impedisce la precipitazione sotto forma di cristalli nella parete arteriosa. A livello osseo, successivamente svolge un’azione opposta».

D.Mil.