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19 giu 2022

In sofferenza il Tevere e i suoi fratelli L’Umbria teme già la grande sete

Il rilascio d’acqua dal bacino di Montedoglio pochi giorni fa è stato dimezzato: da 3mila a 1500 litri al secondo. Le falde e i pozzi ancora resistono, però: per popolazione e attività economiche non è emergenza

19 giu 2022
La siccità fa già sentire propri efffetti. E i problemi potrebbero essere molto più gravi nei mesi a venire
La siccità fa già sentire propri efffetti. E i problemi potrebbero essere molto più gravi nei mesi a venire
La siccità fa già sentire propri efffetti. E i problemi potrebbero essere molto più gravi nei mesi a venire
La siccità fa già sentire propri efffetti. E i problemi potrebbero essere molto più gravi nei mesi a venire
La siccità fa già sentire propri efffetti. E i problemi potrebbero essere molto più gravi nei mesi a venire
La siccità fa già sentire propri efffetti. E i problemi potrebbero essere molto più gravi nei mesi a venire

Il rilascio d’acqua dal bacino di Montedoglio solo pochi giorni fa è stato dimezzato, passando da 3.000 litri al secondo a circa 1500. Una riduzione, confermata dall’Ente che gestisce l’invaso, che è stata rilevata anche dalla stazione idrometrica della Regione a Ponte Santa Lucia dove il livello idrometrico del Tevere è diminuito di circa 6 centimetri in un giorno risalendo parzialmente nelle ore successive, a causa delle piogge. E questo è soltanto uno degli aspetti della siccità di cui soffre l’Umbria da mesi.

Una situazione che sta creando problemi a fiumi e laghi, ma della quale al momento non risentono la popolazione e le attività economiche, con le falde e i pozzi che ancora resistono. Secondo i dati di Arpa la situazione, almeno per le sorgenti che servono il perugino e il Trasimeno, è ancora a livelli accettabili. La sorgente Scirca ha una portata di 151 litri al secondo, simile a quella di un anno fa, quando era di 148 litri (dato del 16 giugno 2021). Bagnara è invece scesa a quota 65, contro i 96 del 2021, mentre San Giovenale ha una portata di 330 litri, contro i 533 di dodici mesi fa. Il problema è di prospettiva però da qui ad agosto: il Trasimeno ad esempio ha perso 1,11 metri alla stazione di rilevamento di San Savino e 1,21 in quella dell’isola Polvese: dati che emergono dal Centro funzionale della Protezione civile umbra e sono l’effetto del perdurare della siccità e di temperature elevate che da settimane stanno interessando l’intera regione.

Il Tevere, come accennato, da nord a sud già alla vista appare in grave sofferenza e la conferma arriva dal rilevamento idrometrico di Ponte Nuovo di Torgiano dove al momento il livello si attesta al metro e 18 centimetri, quando invece il riferimento normale sarebbe compreso tra 5,70 e i 4,50 metri.

Se il fiume più importantedell’Umbria soffre, gli altri fiumi non stanno certo meglio, come ad esempio il Topino che taglia la città di Foligno: nella stazione di rilevamento di Passaggio di Bettona fa registrare un livello di 1,16 metri, quando invece dovrebbe raggiungere almeno i quattro. Discorso analogo per il Paglia che a Orvieto scalo attualmente si assesta su un livello di 1,07 metri, quando invece dovrebbe toccare almeno i 3,60. Ancora più drammatico il discorso dei torrenti, molti sono praticamente asciutti o al massimo possono vantare qualche centimetro d’acqua.

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