
Il più giovane in Consiglio: "La politica deve ascoltare soprattutto i ragazzi"
Classe 1999, 188 preferenze, laureando in giurisprudenza e con il sogno della magistratura. Leonardo Pacini è il quinto più votato del gruppo di Fratelli d’Italia e il consigliere più giovane della nuova consiliatura.
Da dove nasce l’avvicinamento alla politica?
"Fin da piccolo ho sentito la necessità dell’impegno sociale e dello stare in mezzo alla gente per mettermi a disposizione e rendermi utile. La passione per la politica nasce qualche anno fa, all’intitolazione del ‘Plateatico grande’ a Falcone e Borsellino. Lì vennero lette le loro parole e ricordo che provai una profonda commozione. Da lì il colpo di fulmine per la politica e il diritto, ma mi sono sempre interessato a quello che succedeva intorno a me prima di entrare nel mio partito, Fdi, dove milito da qualche anno".
Com’è stato il percorso della campagna elettorale?
"Milito da qualche anno e in vista delle amministrative ho ricevuto la proposta di mettermi in gioco in prima persona, al servizio dei cittadini. La campagna elettorale è stato un percorso impegnativo, fatto di ascolto di problematiche, critiche e consigli di tantissimi cittadini, strada per strada e porta a porta. I cittadini, anche quelli che la pensavano diversamente, sono stati contenti di vedere un giovane che ci metteva la faccia e ho portato a casa un ottimo riscontro. Al di là della politica è stato apprezzato l’impegno".
Come sei riuscito a mobilitare i tuoi coetanei?
"Credo che abbia funzionato l’idea di avere un giovane che possa pensare ai giovani. Ho ascoltato le loro problematiche, ho lasciato il mio numero e cercherò di mantenere gli impegni. Foligno è una città per i giovani, tanto è stato fatto, nonostante gli anni di pandemia e l’assessore Paola De Bonis è stata sicuramente bravissima nel suo ruolo. L’idea è, di certo, quella che la politica deve ascoltare i giovani, coinvolgerli direttamente con modalità di consultazione per farli sentire parte attiva. Ascoltarli per una partecipazione diretta. Gli strumenti sono molti, a partire dal Forum dei giovani".
Alessandro Orfei