Gli studenti e la lezione di Lia Levi

Lia Levi, 92 anni, incontra oltre 300 studenti a Orvieto per la Giornata della Memoria. Racconta la sua vita durante le leggi razziali e l'antisemitismo, stimolando riflessioni sulla tolleranza e il rispetto.

Gli studenti e la lezione di Lia Levi
Gli studenti e la lezione di Lia Levi

ORVIETO – Lia Levi, una piccola grande donna, fortissima nella fragilità dei suoi 92 anni, in occasione della giornata della memoria, ha incontrato oltre 300 ragazzi dell’istituto comprensivo Orvieto-Baschi. Per accogliere al meglio l’illustre ospite, l’evento, anziché nell’aula magna del "Luca Signorelli", si è svoltonella sala dei 400 del Palazzo del Capitano del Popolo. Un lungo, caloroso applauso, spontaneo e fragoroso come solo le vere emozioni sanno generare, ha accolto il suo ingresso. Per quasi due ore nell’ampia sala gremita, uno stuolo di ragazzi attenti, colorato, ondeggiante, pieno di energie e curiosità, ha ascoltato in silenzio le parole della scrittrice della memoria. Subito è cominciato il racconto di una vita "drammatica ma non tragica", a partire da quel lontano 1938, quando lei bambina, a causa delle leggi razziali, fu espulsa dalla scuola pubblica; poi la "scoperta" della "diversità" e la storia della sua salvezza grazie alla lungimiranza dei genitori che nascosero lei e le sorelle più piccole in un convento di suore. Tantissime le domande, scaturite dalla lettura di "Una bambina e basta" e "Ognuno accanto alla sua notte"; puntuali ed esaustive le risposte che hanno commosso e colpito i presenti portando tutti a riflettere sulla "mostruosità" dell’antisemitismo e sull’orrore che ne è scaturito. "È fondamentale che i giovani ascoltino le testimonianze di chi ha subito la violenza di leggi non solo ingiuste, ma totalmente assurde o di chi è sopravvissuto allo sterminio. Per chi ricopre un ruolo educativo è fondamentale stimolare riflessioni sulla tolleranza e il rispetto" dicono i promotori dell’iniziativa.