Fine vita, prosegue la battaglia di Laura Santi. La parola passa ai giudici

Perugia: dopo il no della Asl 1 alla richiesta di eutanasia, domani l’udienza in sede penale per rifiuto e omissione di atti d’ufficio

Laura Santi con l'avvocata Filomena Gallo e l'altro legale dell'associazione Coscioni

Laura Santi con l'avvocata Filomena Gallo e l'altro legale dell'associazione Coscioni

Perugia, 14 dicembre 2023 - Se per  Anna, questo il nome di fantasia per proteggere la privacy della 55enne affetta da sclerosi multipla, l'associazione Luca Coscioni è riuscita ad ottenere il via libera  alla morte assistita, la perugina Laura Santi, colpita dalla stessa patologia, prosegue la battaglia legale per ottenere l'eutanasia. Come più volte ribadito dalla donna, lei al momento vuole continuare a vivere, ma è importante sapere che quando deciderà di farla finita, non le sarà negato il diritto di poter  decidere.  

Tornando alla vicenda legale della Santi, domani si terrà l’udienza in riferimento al procedimento penale intrapreso: infatti il 31 maggio 2023, al  Comando Provinciale dei Carabinieri di Perugia, Laura ha depositato anche un esposto al fine di accertare se la condotta delle amministrazioni coinvolte nella procedura integri il reato di rifiuto o omissione di atti d’ufficio (articolo 328 del codice penale) per aver omesso e rifiutato per oltre un anno di fornire una risposta completa che includesse il parere del comitato etico e che quindi consentisse di concludere la procedura prevista dalla sentenza 242.

Dichiara l’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Luca Coscioni e difensore che coordina il collegio legale di Laura Santi: "Per la nostra assistita stiamo valutando ulteriori azioni legali da intraprendere a seguito del diniego ricevuto. Diniego che evidenzia ancora una volta che il requisito del sostegno vitale è una condizione discriminatoria per una persona malata capace di autodeterminarsi, con un patologia irreversibile che determina sofferenza intollerabile e che quindi risponde ai tre requisiti previsti dalla Corte, tranne che per uno, la cui assenza non dovrebbe essere rilevante e non dovrebbe limitare la nostra libertà. Devo evidenziare che la relazione medica su cui si basa il diniego riporta che Laura è totalmente dipendente da atti compiuti da terze persone, nella mobilizzazione, nell’igiene personale, nel mangiare, nell’evacuare. Questo elemento, di fatto, non costituisce una assistenza vitale? In assenza di una interpretazione condivisa, dovranno essere i giudici a rispondere a questa domanda”.