Indagini sui falsi incidenti
Indagini sui falsi incidenti

Perugia, 8 gennaio 2020 - Era attiva anche in Umbria la banda specializzata nel creare falsi incidenti: un sistema complesso, curato nei minimi dettagli, che funzionava alla perfezione. I componenti, che organizzavano falsi incidenti stradali per ottenere risarcimenti dalle assicurazioni e dal fondo di assistenza per le vittime della strada, avevano ognuno un proprio ruolo e - come in una rappresentazione teatrale - seguivano un perfetto copione.

Agli incidenti, quasi tutti con fuga del responsabile che risultava poi irreperibile, partecipavano di volta in volta "nuovi attori" che venivano trovati dai membri dell'organizzazione.

Il business, che ha fruttato un milione e mezzo di euro nei soli due anni di indagine, è stato stroncato stamane, 8 gennaio,  all'alba con il blitz della polizia stradale di Roma e Napoli.

Dieci le persone arrestate, una in carcere e nove ai domiciliari con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa alle assicurazioni e connessi reati contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione. In manette è finito un avvocato del foro di Avellino, la mente dell'organizzazione che inventava gli incidenti costruendo la dinamica e il fascicolo del sinistro, curando i dettagli in ogni singola fase. Domiciliari invece per un altro avvocato, per un medico, per un giudice di pace e per un vigile urbano della polizia locale di Sant'Anastasia con mansioni di cancelliere. Inoltre sono 14 le persone che sono state denunciate.

Le indagini, eseguite dagli agenti della squadra della polizia stradale per il Lazio e l' Umbria, sono state sviluppate in prima battuta dalla procura di Napoli e successivamente trasferite per competenza alla procura di Roma, proprio per il coinvolgimento di un giudice di pace di Sant'Anastasia. Nella Capitale sono state coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari e dal sostituto procuratore Pierluigi Cipolla.