Decisive le 1.475 schede nulle e le 685 bianche

La candidata del Campo largo centro-sinistra-cinquestelle avrebbe avuto bisogno di 847 preferenze in più per vincere al primo turno, mentre la candidata del centrodestra ne avrebbe necessitate altre 1.445. La differenza tra le due è di soli 598 voti, con un'importante presenza di schede nulle e bianche.

Decisive le 1.475 schede nulle  e  le 685 bianche

Decisive le 1.475 schede nulle e le 685 bianche

Vittoria Ferdinandi, candidata del Campo largo centro-sinistra-cinquestelle, sarebbero serviti 847 preferenze in più per vincere al primo turno, mentre a Margherita Scoccia (centrodestra) neo occorrevano altre 1.445 per ottenere il successo. Per vincere con il 50% + 1 dei voti, infatti, bisognava arrivare a 41.772 preferenze (tolti i nulli e le schede bianche), mentre Ferdinandi si è fermata a quota 40.922 e Scoccia a 40.324. Tra le due contendenti quindi, ci sono stati 598 voti di differenza, davvero pochissimo. Nel capoluogo, dato anche il testa a testa ravvicinato tra le due candidate, assumono una loro rilevanza infatti le 1.475 schede dichiarate nulle, così come le 685 finite nelle urne senza alcun contrassegno su un totale di votanti di 85.705 e 83.545 voti validi. Va poi aggiunto che la candidata del centrosinistra ha raggiunto il 49,01% delle preferenze, mentre le liste hanno messo insieme il 48,04% (38.537): quindi lei ha ottenuto un punto percentuale in più. Discorso inverso per la sua rivale: 48,29% i voti personali, mentre 49,34% le liste che la appoggiavano (39.582). Anche negli altri comuni al ballottaggio pesano le nulle e le bianche: a Foligno le nulle sono state 693 e 295 le bianche; a Gubbio 453 le nulle e 124 le bianche; a Bastia Umbra 247 le nulle e 118 le bianche; infine, a Orvieto si sono contate 223 nulle e 74 bianche.