Puya Deghani, il medico umbro che ha messo a punto il ’Protocollo D’
Puya Deghani, il medico umbro che ha messo a punto il ’Protocollo D’

Perugia, 15 novembre 2020 - Si chiama Protocollo D, è fondato su quattro pilastri (vitamina D3, zinco, melatonina e quercetina) ed è un metodo per ‘tenere a bada’ il Covid, per rafforzare cioè il sistema immunitario. A elaborarlo insieme ad altri esperti, Puya Deghani, specialista in Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale all’ospedale di Branca. Deghani ha contratto il virus ad aprile ed è stato il primo a descrivere alla comunità scientifica mondiale i disturbi dell’olfatto e del gusto nei pazienti affetti da Covid con pubblicazioni su prestigiose riviste internazionali, tra cui Lancet. Il medico umbro, che ha anche ricevuto l’encomio della Regione, ora segue gli atleti della Sir Volley che sono risultati positivi e che, insieme ai familiari, si sono sottoposti al protocollo.

Dottore, da dove si comincia?

"La stragrande maggioranza della letteratura scientifica riconosce la sindrome post-covid, caratterizzata da sintomi quali stanchezza cronica, alterazioni di umore e alterazioni sensoriali di olfatto e gusto. Ma se nelle fasi iniziali è il virus la causa di tale danno, dopo le prime settimane è l’alterata risposta immunitaria ad esserne la conseguenza".

Lo scopo del protocollo?

"Quello di integrare l’organismo di tutti quei composti necessari a fronteggiare le diverse fasi, diminuendo la replicazione virale, combattendo la formazione di radicali liberi di ossigeno e mantenendo bilanciati i livelli di vitamina D. L’obiettivo è creare una fortificazione del sistema immunitario. Ciò eviterebbe molti ricoveri e meno pressione sul sistema sanitario".

In cosa consiste il protocollo?

"Beh, intanto mascherine e igienizzazione delle mani sono alla base di tutto. Il protocollo si basa sulla somministrazione di alcuni composti. Ci sono quattro pilastri: la vitamina D3 che agisce a livello del sistema ostoarticolare, anche modulando l’attività di alcune cellule del sistema immunitario, mantenendo l’integrità della barriera epiteliale polmonare e riducendo la coagulabilità. Poi lo zinco, che è essenziale per l’immunità innata ed adattativa, è un antiossidante e riduce la replicazione virale. Terzo pilastro è la melatonina, che agisce a livello del metabolismo del piruvato con attivitá anti ossidanti-infiammatorie-virali; e infine la quercetina presente in cipolla, broccoli, uva rossa, tè verde, sedano, mela e mirtilli e che permette l’ingresso dello zinco nelle cellule" .

A chi consiglia la profilassi?

"A chiunque non sia in stato di infezione da virus Sars-Cov 2, ma anche in fase precoce. L’età per cui è suggerito il protocollo va dai 16 anni in su, tenendo in considerazione comorbidità e carenze. Nei bambini e nei giovani non si suggerisce l’impiego di tutti i composti: hanno una immunità innata".

Precauzioni?

"Non è una prescrizione medica, pertanto va avvertito il medico di medicina generale o specialisti che abbiano informazioni ed esperienza sul "campo".

E invece chi ha già contratto il virus?

"Si tratta di evitare la replicazione all’interno delle cellule infette e che le restanti abbiano il giusto supporto per poter combattere. E’ come un esercito che deve essere preparato ad una battaglia. Il protocollo D prepara il sistema a combattere se arriva il virus".

Che risposte ha avuto questo trattamento?

"Sto seguendo 6-700 persone: nessuna di queste è stata ricoverata"

Viene utilizzato in ospedale?

"No, non c’è autorizzazione e il medico che decidesse di praticarlo non sarebbe tutelato".

Perché?

"Non sono misure garantite da Aifa ad esempio. Ma a livello internazionale c’è chi lo pratica con risposte importanti".

Non tutti sono d’accordo con lei naturalmente…

"Diciamo che ci sono persone a cui non piace cosa sto facendo. Beninteso che sono favorevole a cortisone, eparina o antivirale somministrate nel momento giusto. Ma sono pronto a dimostrare l’efficacia del protocollo".