Cerimonia della Santa Spina. Preggio celebra la sua storia

Umbertide, solenne rievocazione per l’antica reliquia

Cerimonia della Santa Spina. Preggio celebra la sua storia

Umbertide, solenne rievocazione per l’antica reliquia

UMBERTIDE – Preggio ha celebrato la ’sua’ Santa Spina. Come ogni anno, il primo martedì dopo Pasqua gli abitanti del borgo si sono riuniti nella antica chiesa della SS. Trinità in San Francesco (che risale al 1223, edificata in onore del Poverello che soggiornò nel castello), per fare memoria di un evento storico, folkloristico e religioso fondante la tradizione della piccola comunità locale. Momento centrale la messa, presieduta da monsignor Simone Sorbaioli, Vicario generale della Diocesi di Perugia, che ha concelebrato assieme a don Filippo Thandi e don Marco Cappellato. Presente la vicesindaco Annalisa Mierla. La storia si mescola alla leggenda, che vuole che la Spina sia stata donata al castello nel 1223 da un frate francescano pellegrino. Il religioso, miracolato dalla reliquia a cui dovette la guarigione dalla cecità, lasciò la Spina nel borgo. La reliquia, conservata in una teca, è esposta all’interno del tabernacolo posto sopra l’altare maggiore e chiuso con sette serrature, le cui chiavi sono affidate per sorteggio ad altrettante famiglie del borgo. In Italia si contano numerose spine della Corona di Cristo, ma quella di Preggio ha il privilegio di una datazione più antica, antecedente anche a quella di Montone. Documenti storici non esistono perché distrutti in un incendio divampato nell’archivio vescovile di Perugia nell’800, ma secondo gli studiosi la reliquia arrivò nel borgo tra il 1223 ed il 1380.

Pa.Ip.