Adesso la parola d’ordine è una sola: "Vogliamo ripartire". Fipe Umbria, la maggiore organizzazione di rappresentanza degli oltre 5 mila bar e ristoranti della regione, lancia una nuova campagna di mobilitazione, con il sostegno di Confcommercio, e in coerenza con l’iniziativa di Fipe nazionale che scenderà in piazza a Roma, martedì 13, con una manifestazione di protesta, per chiedere alla politica un impegno preciso: una data per la ripartenza e un piano per farlo...

Adesso la parola d’ordine è una sola: "Vogliamo ripartire". Fipe Umbria, la maggiore organizzazione di rappresentanza degli oltre 5 mila bar e ristoranti della regione, lancia una nuova campagna di mobilitazione, con il sostegno di Confcommercio, e in coerenza con l’iniziativa di Fipe nazionale che scenderà in piazza a Roma, martedì 13, con una manifestazione di protesta, per chiedere alla politica un impegno preciso: una data per la ripartenza e un piano per farlo in sicurezza. "A Roma ci saremo anche noi – dice il presidente di Fipe Confcommercio Umbria Romano Cardinali –. Sono mesi che denunciamo una situazione gravissima e chiediamo una attenzione adeguata ai problemi che stiamo vivendo. Le aspettative sul decreto Sostegni sono state disattese: aiuti insufficienti rispetto al danno che abbiamo subito, con lo stop dei fatturati, mentre tasse e spese fisse corrono".

In una lettera indirizzata alla governatrice Donatella Tesei, Fipe ha elencato le priorità per la categoria, che sul territorio rischia di perdere il 30% delle attività ossia oltre 1.500 imprese e migliaia di posti di lavoro. Tra le richieste, "la riapertura programmata delle attività sia a pranzo che a cena, non oltre il 24 aprile, con prenotazione obbligatoria per garantire la massima sicurezza. Le imprese non possono riaprire dall’oggi al domani – incalzqa Cardinali – hanno bisogna di programmare per tempo la loro attività". In un’ottica di ripartenza, Fipe ha chiesto alla Regione che si faccia garante con il sistema bancario perché le imprese possano accedere a finanziamenti a tasso agevolato adeguati al fatturato perso, con almeno due anni di preammortamento. Capitolo sagre: Fipe ha ricordato alla Regione l’impegno assunto di modificare la legge sulle sagre e feste paesane, riducendone la durata, e chiesto uno stop per l’anno 2021, senza eccezioni.

Piano vaccinale: la categoria rimarca la necessità di inserire nel piano, al più presto, anche i dipendenti e titolari delle attività ristorative e turistiche, per offrire maggiori garanzie all’utenza e far ripartire il comparto. Pressing anche sui Comuni per sollecitare l’esenzione totale dal pagamento di Tari e Imu per il 2020 e per i primi tre mesi del 2021, e una rimodulazione di tributi e tasse locali sulla base delle condizioni in cui si troveranno ad operare le imprese, fino alla fine del periodo di crisi.

S.A.