Auto storiche, via il bollo . La proposta discussa in Regione: "Abolire l’altro 50% della tassa"

Il provvedimento interessa i veicoli con età di costruzione-immatricolazione tra 20 e 29 anni. Attualmente pagano la metà dell’importo "pieno". Scelta già adottata in Emilia e Lombardia.

Auto storiche, via il bollo . La proposta discussa in Regione: "Abolire l’altro 50% della tassa"
Auto storiche, via il bollo . La proposta discussa in Regione: "Abolire l’altro 50% della tassa"

Via il bollo auto ai veicoli di interesse storico immatricolati tra il 1995 e il 2004, E’ la proposta che sta prendendo piede in Regione e di cui ieri si è parlato durante la seduta della Prima Commissione. I consiglieri hanno ascoltato l’istruttoria tecnico normativa e tecnico finanziaria degli uffici dell’Assemblea legislativa sulla proposta di legge di Pastorelli, Fioroni (Lega) e Nicchi (Misto), che intende ridurre l’importo annuale pagato dai proprietari di autoveicoli e motoveicoli, con età di costruzione/immatricolazione compresa tra 20 e 29 anni, classificati di interesse storico e collezionistico in possesso del relativo certificato. Attualmente essi pagano il bollo auto dimezzato. L’atto intende togliere anche il restante 50%, seguendo l’esempio di altre regioni come Emilia Romagna e Lombardia.

L’altro tema all’ordine del giorno era la modifica dello Statuto dell’Isuc (Istituto di Storia contemporanea) necessaria per adeguarlo alle modifiche di legge. In particolare le novità riguardano la possibilità di delega che consente ad ogni avente diritto al voto di farsi rappresentare nell’espressione del voto, con delega scritta, da un altro socio presente alla riunione dell’Assemblea e che partecipa al voto. Non è ammesso il cumulo di più di due deleghe. Altra modifica allo statuto è la possibilità di collegarsi da remoto alle riunioni. In questo modo la partecipazione in modalità telematica è equiparata alla partecipazione in presenza fisica.

Si è poi parlato della legge sulla partecipazione della Regione Umbria alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche europee. Carissimi (Lega) ha spiegato che l’atto nasce come risultato delle modifiche approvate dalla Commissione Statuto, in particolare all’articolo 25 sui rapporti con l’Unione europea.

Il provvedimento introduce la novità che entro il mese di gennaio di ogni anno, l’Assemblea legislativa esamina il programma di lavoro della Commissione europea per l’anno in corso ed approva un atto di indirizzo ai fini della partecipazione della Regione alla formazione della normativa dell’Unione europea. In sostanza è stato tolto dalla sessione europea l’esame del programma di lavoro, prevedendo che venga esaminato entro il mese di gennaio, con un atto di indirizzo contenente le linee programmatiche che si intendono seguire. L’atto punta a semplificare la partecipazione della Regione alla fase ascendente nella formazione delle leggi europee, dando alla commissione il potere deliberante, con la possibilità di fare osservazioni che non devono andare in Aula ma che vengono deliberate direttamente. Viene preservato il ruolo della Giunta di fare direttamente osservazioni. La procedura attuale è molto farraginosa e questo provvedimento vuole semplificarla.