
Corciano, l’amarezza delle proprietarie: "L’impianto rotto è stato il colpo definitivo". Spopolamento, scarsi servizi e pochi turisti gli altri motivi della decisione.
La Forneria Brugnami di Corciano chiude dopo 82 anni. Un colpo al cuore per i corcianesi e i tanti estimatori di quel forno aperto in tempo di guerra e che ha rappresentato per decenni il fiore all’occhiello del paese e della panificazione locale. La crostata alla Nutella con mandorle intere e vaniglia o le torte al formaggio resteranno indimenticabili. Così come quel profumo che sprigionava il forno quando si passava sotto l’arco del Corso. Una storia che è anche testimonianza di come il borgo si stia lentamente spegnendo. Donatella e Simona Brugnami ieri hanno chiuso la porta del negozio per l’ultima volta. "Un grande dispiacere – raccontano le due sorelle proprietarie – ma anche un briciolo di sollievo per un lavoro molto faticoso e che ultimamente era poco gratificante dal punto di vista economico". Perché dunque chiude la Forneria? Gli abitanti di Corciano sono sempre meno, i turisti arrivano solo in occasione di grandi eventi che purtroppo non sono così frequenti. "Il colpo di grazia è arrivato con la rottura del forno – continuano Simona e Donatella –: ripararlo sarebbe antieconomico e non ce la sentiamo di fare un investimento per uno nuovo, proprio perché non c’è prospettiva". Il forno di Brugnami aprì nel lontano 1942: Giuseppe e Irma, i nonni di Simona e Donatella, facevano i contadini e a quei tempi la fame era un problema serio. Così per dare una mano ai paesani cominciarono a sfornare il pane in uno scantinato. Poi negli anni ‘50, con il boom economico, la decisione di aprire un’attività, a cui prende parte il figlio di Giuseppe, Agostino, che ci si dedica con la moglie Teresa notte e giorno. Prima la produzione del pane, poi l’apertura del negozio con ogni sorta di ben di Dio. Tutto fino a ieri, 10 settembre 2024. Ma questa è l’occasione per riflettere sui problemi del borgo: quest’anno – solo per dirne una – la prima elementare è stata messa in piedi per il rotto della cuffia e alle medie sono state formate solo due classi da 14 alunni (l’anno scorso erano 3 da 20…).
Michele Nucci