Antonella Duchini, procuratore aggiunto di Perugia
Antonella Duchini, procuratore aggiunto di Perugia

Perugia, 12 luglio 2018 - Nuova accusa e nuova perquisizione, stavolta anche dell’abitazione, per il procuratore aggiunto di Perugia Antonella Duchini, già coinvolta in un’inchiesta della procura di Firenze per rivelazione di segreto d’ufficio. L’indagine, coordinata dai pm Luca Turco e Leopoldo De Gregorio, si arricchisce dell’accusa di abuso d’ufficio.

I pm hanno disposto la perquisizione della casa e dell’ufficio del magistrato, alla ricerca di elementi di contatto con l’imprenditore eugubino Carlo Colaiacovo, il patron del cemento o persone o società a lui riconducibili. La nuova accusa riguarda un presunto vantaggio patrimoniale che, da fine 2016, Duchini, in concorso con gli ex carabinieri del Ros di Perugia Orazio Gisabella e Costanzo Leone, avrebbe portato a Carlo Colaiacovo. In particolare la procura di Firenze ipotizza l’abuso d’ufficio laddove Duchini avrebbe violato il dovere di imparzialità nell’esercizio della funzione pubblica, emettendo un decreto di sequestro preventivo di una quota di una srl del gruppo industriale Colaiacovo.

La quota  sequestrata è quella della società Financo di proprietà della srl ‘Franco Colaiacovo Gold’. Per i pm di Firenze il sequestro avrebbe arrecato un danno patrimoniale ingiusto agli imprenditori Giuseppe e Franco Colaiacovo (nipote e fratello di Carlo) poiché il provvedimento sarebbe stato emesso «al solo scopo di impedire l’erogazione di finanziamenti a questi due imprenditori». Ciò avrebbe dunque favorito Carlo Colaiacovo «nel suo progetto di acquisizione di dette quote».

Secondo  quanto emerge la vicenda sarebbe da collocare sullo sfondo di contrasti societari all’interno del gruppo industriale Colaiacovo, fra gli stessi parenti già in passato al centro di una faida familiare. Nei mesi scorsi – nell’ambito della stessa inchiesta – Duchini era stata indagata per aver rivelato a Gisabella e Leone, indagati in concorso, notizie sull’indagine della procura di Perugia su Franco e Giuseppe Colaiacovo indagati per truffa, bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali. La fuga di notizie avrebbe riguardato la visione di consulenze tecniche disposte dal pm, l’imminente sequestro d’urgenza, l’istanza di fallimento della procura di Perugia per la società. Fatti avvenuti quando i due carabinieri, sostiene la procura di Firenze, non erano più al Ros di Perugia.

r.p