Paltrinieri qualificato nei 1.500. Greg a Parigi. Poker servito

Gregorio Paltrinieri, simbolo del nuoto italiano, ha staccato il biglietto per l'Olimpiade di Parigi, anticipando le traiettorie dei Sinner e dei Bagnaia. La sua determinazione dimostra che la complessità può essere affrontata con impegno, contro l'indifferenza e la rassegnazione.

Italia Nostra. Giovane, competitiva, sana nei valori che esprime. È stato detto giustamente a proposito di Sinner e Bagnaia. Adesso ci sta di aggiungere all’elenco uno che ha fatto un po’ da apripista a questa Generazione Azzurra che ci sottrae ad un incubo consolidato. In breve: non è vero che siamo un paese per vecchi!

Ieri Greg Paltrinieri, il simbolo del nuoto tricolore, ha staccato il biglietto per l’Olimpiade di Parigi. Ha firmato il tempo “giusto” sui 1500 stile. E quella parigina, dove gareggerà anche nelle acque del fondo, sarà per lui la quarta avventura a cinque cerchi. A suo modo, il Delfino emiliano ha anticipato le traiettorie dei Sinner e dei Bagnaia. Oltre dieci anni fa, Gregorio era una specie di Ufo delle piscine. Con una determinazione che lo faceva somigliare al conterraneo maratoneta Dorando Pietri, ha saputo dilatare la popolarità di una disciplina come il nuoto. Ha reso cioè accattivante la fatica, perché giorni, mesi e anni in vasca non sono uno scherzo. Qui sta il fascino della Giovane Italia dello sport. In una società slabbrata, avvelenata quotidianamente dai social, in un tempo in cui tutto è sminuzzato nell’idea che debbano esistere risposte immediate e soluzioni semplici a questioni complicate, i Sinner, i Bagnaia e i Paltrinieri stanno invece a dimostrare che la complessità si può affrontare, che non si deve avere paura delle difficoltà, che l’impegno è la reazione positiva contro l’indifferenza, lo scetticismo, la rassegnazione.

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