De Gregori a Firenze (foto Luca Brunetti)
De Gregori a Firenze (foto Luca Brunetti)

Firenze, 17 luglio 2019 - Forse era un successo annunciato. Il fascino della piazza centrale in una sera di estate, l'afflusso di pubblico che ha riempito tutti i posti, la popolarità del repertorio. Eppure dietro al trionfo di Francesco De Gregori  al Musart in piazza Ss Annunziata c'è qualcos'altro, La forma smagliante del protagonista, una qualità musicale riconosciuta da quasi 50 anni e specialmente il suono. Non sembri un fatto scontato: De Gregori sta portando in tour i suoi "Greatest Hits" con un'orchestra, un quartetto (Gnu quartet) e il gruppo che lo accompagna abitualmente. Una combinazione di sonorità che, specialmente con tanti musicisti sul palco, poteva nascondere rischi di una resa poco nitida. Al di là dell'ottimo lavoro dei tecnici, il progetto ha comunque funzionato. Ognuna delle tre identità ha interagito in modo perfetto con le altre e con il protagonista. Merito da suddividere in tanti, ma in particolar modo ricordiamo il violoncellista dello Gnu Stefano Cabrera, il direttore d'orchestra Simone Tonin e i componenti della band con lo storico maestro di palco  e bassista Guido Guglielminetti.

Non possiamo inoltre non sottolineare il lavoro di Alessandro Valle alla chitarra pedal steel che, come nei concerti Off The Record nel mese di marzo al Teatro Garbatella di Roma, riesce a caratterizzare parte de repertorio del concerto in chiave country rock anche in presenza di sonorità più complesse.  Con premesse del genere ecco che De Gregori ha potuto affrontare la scena in modo apparentemente tranquillo, anche perché la data di Firenze è arrivata a metà del tour italiano e quindi il meccanismo è rodato. In scaletta c'è ovviamente ciò che il pubblico attende dall'artista romano: immancabili i classici dall'iniziale Generale fino ad Alice Rimmel (posta nel finale), da Buonanotte Fiorellino a Titanic. Le migliori interpretazioni (e d'altra parte il materiale musicale lo permetteva da un punto di vista melodico) sono giunte da La valigia dell'attore e da Sempre per sempre, ma non dimentichiamo l'energia de Il guanto e di Vai in Africa, Celestino!.  Così l'atmosfera in una piazza del centro di Firenze si è trasformata in quella di un club, di una serata tra amici.

Lo spirito della Garbatella si può ritrovare anche nei grandi numeri. Basta il tocco di un vero artista e il miracolo è servito.