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21 mag 2022

Le storiche rivali sono riuscite a ribaltarla

Cambiare le sorti in semifinale? Tre formazioni ce l’hanno fatta: Albinoleffe, Livorno e Spezia dopo una sconfitta hanno passato il turno

21 mag 2022
Adam Nagy, 26 anni, è essenziale per gli equilibri nerazzurri
Adam Nagy, 26 anni, è essenziale per gli equilibri nerazzurri
Adam Nagy, 26 anni, è essenziale per gli equilibri nerazzurri
Adam Nagy, 26 anni, è essenziale per gli equilibri nerazzurri
Adam Nagy, 26 anni, è essenziale per gli equilibri nerazzurri
Adam Nagy, 26 anni, è essenziale per gli equilibri nerazzurri

Ribaltare un risultato, in gare da dentro o fuori – delicate come i playoff che assegnano l’ultimo posto a disposizione per la Serie A –, non può essere (come ben intuibile) un compito semplice. In generale, nel calcio, è sempre complicato sovvertire l’esito del turno di andata in sfide a eliminazione diretta, quale che sia la competizione e il livello. Ma più faticosa e complessa è la salita, ancor più appagante sa essere il panorama una volta giunti in vetta e dolcissimo il sapore del successo. Lo stesso che il Pisa, assieme a tutta la sua tifoseria, vuole godersi questa sera al termine della partita contro il Benevento. I playoff cadetti, da quando sono stati istituiti nella stagione 2004-2005, ci hanno abituato a imprevedibili colpi di scena e ribaltoni impronosticabili.

Ben 9 delle 32 semifinali di andata fino a oggi disputate (nel 2007 gli spareggi non si giocarono perché tra il Genoa, terzo, e il Piacenza, quarto, ci furono dieci punti di differenza), sono state vinte dalla formazione che aveva chiuso il campionato in una posizione peggiore della sfidante: un terzo delle volte questo parziale è stato ribaltato con successo dalla squadra meglio piazzata nella gara di ritorno.

Per la prima volta è successo nel 2008 quando l’Albinoleffe, sconfitto 1-0 a Brescia, al ritorno centrò la vittoria per 2-1 e volò a giocarsi la finale con il Lecce, che nel frattempo aveva eliminato proprio il Pisa. L’anno successivo toccò al Livorno realizzare questa impresa partendo addirittura da un passivo di due reti: sconfitta per 2-0 allo "Zecchini" di Grosseto, rimonta all’Ardenza con un netto 4-1 che consentì agli amaranto di qualificarsi per l’atto finale contro il Brescia. Quel Livorno aveva terminato la stagione al terzo posto e poi proprio con i playoff andò in A. Arriviamo quindi alle semifinali playoff del 2020, che rappresentano un altro precedente benaugurante per i nerazzurri legato a un secondo acerrimo rivale. Lo Spezia, terzo in campionato, finì sotto 2-0 in casa del Chievo: nella sfida di ritorno al "Picco" i liguri ribaltarono il punteggio con un travolgente 3-1. La formazione allora guidata da Vincenzo Italiano superò anche l’ultimo ostacolo, il Frosinone, e volò verso la Serie A. Curiosamente, in quel Chievo che sfiorò la finale giocava Maxime Leverbe, che realizzò su calcio di rigore il gol della bandiera dei veneti nella gara di ritorno.

A rendere ancora più concreta la possibilità di ribaltare lo svantaggio accumulato al "Vigorito" c’è anche la statistica delle vittorie delle formazioni peggio piazzate in classifica nelle gare di ritorno. È successo 4 volte, due delle quali hanno portato la sfavorita dalla classifica ad approdare in finale. E anche in questo caso c’è un precedente positivo per il Pisa: nel 2019 il Benevento, dopo aver trionfato a Cittadella (1-2), crollò in casa con un netto 0-3. Infine gli ultimi numeri che confortano le speranze nerazzurre: dal 2005 al 2021, nelle 32 semifinali di ritorno, ci sono state 13 vittorie casalinghe (il 41% del totale).

M.A.

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