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29 mag 2022

Sulla strada del mito, nel segno della Ferrari

Il circuito toscano è stato inaugurato nel 1974, ma già dal 1914 si correva tra le case. La svolta con l’acquisto da parte di Maranello

29 mag 2022
riccardo galli
Sport
Tifosi della Ferrari ai tempi dei primi test di Barrichello sulla pista del Mugello
Tifosi della Ferrari ai tempi dei primi test di Barrichello sulla pista del Mugello
Tifosi della Ferrari ai tempi dei primi test di Barrichello sulla pista del Mugello
Tifosi della Ferrari ai tempi dei primi test di Barrichello sulla pista del Mugello
Tifosi della Ferrari ai tempi dei primi test di Barrichello sulla pista del Mugello
Tifosi della Ferrari ai tempi dei primi test di Barrichello sulla pista del Mugello

di Riccardo Galli

Si correva sulle strade, al Mugello. E lo si è fatto per decenni. Dal 1914 al 1970. Erano gli anni del Circuito Stradale, di quelle sfide che portavano i bolidi fra le case della campagna toscana, fino al ’limite’ di quella dell’altra terra dei motori, l’Emilia Romagna.

Scarperia, Firenzuola, il passo del Giogo, quello della Futa: tutto bello, tutto al limite. Tutto anche troppo pericoloso. Troppi incidenti, troppe ’macchie nere’ su quelle emozioni dello Stradale e così ecco l’idea di realizzare e far nascere un circuito. Il circuito del Mugello, appunto. Quello dove Rossi, le Ducati, ma anche la F1, tempo fa con i test e una manciata di mesi indietro rispetto ad oggi, con il primo Gp della Toscana, hanno regalato e continueranno a regalare emozioni uniche.

La progettazione del tracciato fu affidata all’ingegnere Gianfranco Agnoletto e il 23 giugno del 1974 fu inaugurato quello che oggi conosciamo come Autodromo Internazionale del Mugello, o più semplicemente come Mugello Circuit. Subito un dato storico da non sottovalutare: da allora, da quel giorno del 1974, la pista è rimasta assolutamente inalterata, anche se con l’acquisto della struttura da parte della Ferrari, nel 1988, sono stati effettuati lavori di rinnovamento, che hanno reso il tracciato sempre più sicuro, sostenibile e bello. Salti in avanti necessari per stare ai tempi del mondo dei motori, un mondo sempre alla ricerca estrema del cambio di passo, della performance da migliorare.. Ma detto questo, il layout del tracciato non è mai stato ritoccato. Non una curva in più, non una chicane nata ’a tavolino’.

Dopo la prima edizione del 1976, il Mugello Circuit ha ospitato il GP d’Italia nel 1978, nel 1985, nel 1992 e poi ininterrottamente dal 1994 al 2021, fatta eccezione per l’edizione 2020 annullata per covid. E così, in qualche modo, il Mugello è diventato la casa degli anni più belli e vincenti di Valentino Rossi.

Non solo Motomondiale, comunque, e come detto, proprio nel 2020, dopo 46 anni di attività e con la MotoGp ferma al box della pandemia, l’Autodromo ha ospitato il suo primo gran premio della massima categoria motoristica e in quell’occasione la Ferrari ha celebrato il suo GP numero 1000 in Formula 1. Sono invece 26 le edizioni del Gran Premio d’Italia di Motociclismo che si sono corse tra le curve del Mugello.

Più di cento anni di storia, insomma, perchè il Circuito Stradale del Mugello vale bene come prologo della pista di oggi.

Pista che sotto la proprietà della Ferrari è diventata un punto di riferimento anche per le attività che vanno oltre i week end di gare.

L’elenco dei team che al Mugello hanno sviluppato e sviluppano le loro moto è lunghissimo. Ci lavora costantemente la Ducati per far crescere e studiare ogni nuova Desmo, e ci lavora Aprilia. In pista anche l’Academy Vr46 di Valentino con Rossi che al Mugello fa.. studiare i suoi allievi. Tutto bello, tutto magico. E non è finita qui.

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