Una vita nel... cinema: "Proiettare le pellicole questione di famiglia"

Lo storico gestore della struttura a Villafranca racconta l’evoluzione del settore "Dalle vecchie cabine fino al digitale, passando per i mitici “tutti esauriti“".

Una vita nel... cinema: "Proiettare le pellicole questione di famiglia"

Mario Lucà e la moglie Teresa, a destra col critico Ariodante Petacco (Foto Pasquali)

Una vita... nel cinema. Nel vero senso della parola. Mario Lucà, che gestisce il cinema teatro Città di Villafranca, ha una passione profonda per i film, che gli ha trasmesso il padre Vincenzo, per tutti Vincè, che a sua volta ne ha gestiti diversi, in tutta la Lunigiana. Le cose negli anni sono cambiate molto, ma la voglia di stare con le persone, accoglierle in un locale piacevole e proiettare film di qualità è rimasta.

"Quando sono nato – racconta, tornando indietro nel tempo – mio padre gestiva il Cinema Moderno a Gragnola, storico locale della Valle del Lucido. All’epoca in quel comprensorio c’erano anche un cinema a Monzone e uno a Fivizzano, erano gli anni cinquanta. Sempre a quei tempi avevamo anche il cinema Arena Olimpia ad Aulla, davanti alla vecchia stazione ferroviaria: era all’aperto, un cortile dei palazzi di via Nazionale. Lui ha gestito varie sale, compresa quella vicino a San Caprasio, era il Cinema Italia. Ha poi costruito il cinema a Terrarossa, nel Comune di Licciana Nardi. Tutta la mia famiglia è cresciuta in questo mondo, io ho avuto il Cinema Perla a Ceparana per 15 anni e mia sorella gestiva quello di Santo Stefano". Poi il ritorno ad Aulla, con il Cinema Città di Aulla, che si trovava sotto il municipio e la brusca interruzione nel 2011, a causa dell’alluvione che lo aveva completamente sommerso di acqua e fango. Vivere senza cinema? Impossibile. Ecco quindi che Mario e la moglie Teresa hanno preso in gestione il cinema di Villafranca, dove erano già stati in passato, anche con il cinema sotto le stelle, e dove continuano ad accogliere le persone col sorriso. "Le cose sono cambiate molto negli anni - aggiunge - soprattutto col passaggio dalla pellicola al digitale, un tempo si stava in cabina di proiezione, adesso non più. Non ci sono più nemmeno gli ‘esauriti’ di una volta, con le sale tutte piene, il cinema trova ancora spazio coi film di qualità e quelli per bambini. I ragazzi invece mancano, probabilmente hanno altri interessi. Scelgo personalmente la programmazione, nel caso del cineforum mi aiuta Ariodante Petacco, che spesso mi ha affiancato".

Al cinema, da giovane, ha anche conosciuto la moglie, figura sempre presente al suo fianco, a ogni apertura della sala. “Il mio destino era al cinema - aggiunge Mario -, lo dicevo sempre a mio padre, quando andavo a scuola. Una sera, ero piccolo, ricordo ancora di essermi addormentato sulle poltroncine dell’Arena Olimpia, i miei genitori non si erano accorti di nulla. Alle tre di notte mi ero svegliato e avevo poi continuato a dormire in biglietteria. Era poi passata la guardia notturna, meravigliata, che mi aveva accompagnato a casa in bicicletta".

Monica Leoncini