Tornano gli ’appunti e bozzetti’ di Calamandrei. Quel viaggio di fine Ottocento verso l’Amiata

Ristampato un libretto uscito a Montepulciano nel 1891 , diario di una curiosa escursione .

Gradita sorpresa la ristampa anastatica, curata da Effigi, di un curioso libricino uscito a Montepulciano nel 1891. Si tratta di una sorta di diario, ’Appunti e bozzetti dell’avv. R. Calamandrei, Monte Amiata’, scritto dal babbo Rodolfo (1857-1931) di Piero Calamandrei in forma di arguti appunti e spiritosi bozzetti: resoconto di un’escursione di amici intervallata da brevi riflessioni etico-politiche.

L’autore si laureò all’Università di Siena, dove fu anche docente di diritto commerciale. Di fede repubblicana vi fu consigliere provinciale (1890-1892) e successivamente eletto deputato (1909) nel collegio di Firenze-Santa Croce. I sette amici che iniziano il loro ’petit tour’ dalla stazione di Torrenieri martedì 27 luglio 1880 per concluderlo in vetta all’Amiata sono animati dalla voglia di ascoltare persone e capire realtà traendo da una terra amata l’energia per un’esistenza non corrotta dai ritmi che quella fine-secolo imponeva. Aleggia qualcosa di religioso nelle tappe di un allegro pellegrinaggio spirituale.

Il panorama oltre l’Orcia è solcato da "poggi pieni di lecci neri neri, che sembrano inseguire il treno come ombre di morti". Alla stazione dell’Amiata la comitiva scende e inizia il viaggio vero e proprio. La distanza tra i compassati costumi cittadini e la rustica sobrietà della campagna è motivo ricorrente. Monumenti, lapidi, chiesette, boschi si alternano e di colpo, ad Arcidosso, il pensiero va a David Lazzaretti. Seguito come un nuovo Gesù, adorato come un santo, in lui si mescolavano ispirazione religiosa e volontà di riscatto sociale.

Ecologia allora era parola registrata da poco nei vocabolari italiani: vi compare per la prima volta nel 1866. "Monte Labro! Eravamo finalmente su questo monte – annota Rodolfo –, dal quale come da novello Nazaret doveva spandersi la luce sui popoli".

Roberto Barzanti