Siena, 4 settembre 2021 - Di fronte al Polo Mattioli c’era fila, è vero, ma secondo gli organizzatori era era ordinata e scorreva bene, che se almeno all’inizio non sono mancati assembramenti e momenti di tensione. Erano in 716 i giovani che ieri mattina si sono presentati alle 9 per provare a far diventare il loro sogno realtà. Il primo step da superare per diventare medico è il test di Medicina, una vera sfida per tantissimi studenti che devono dare il massimo per superarlo, a causa del numero chiuso. Quest’anno però la vera sfida l’hanno affrontata anche le università, e si può già dire che a Siena la prova è stata superata a pieni voti. Tutto è andato come doveva andare, anzi, c’è chi dice meglio delle aspettative.

La prova è infatti iniziata puntuale, l’unica beffa (per gli studenti, però) è stato l’orario di convocazione: "troppo presto" a detta di chi stava attendendo l’ingresso in aula. "Ma non c’era altra scelta – spiega il professore Francesco Dotta, delegato del Rettore alla sanità – i controlli sono stati lunghi e complessi, ma la fila comunque era di poche centinaia di metri. Niente a che vedere con le altre grandi università italiane, ed è stata smaltita velocemente. Alle 12.15 erano tutti dentro le aule. Siamo molto soddisfatti". Anche perché, sul fronte controllo, fino ad ora le università hanno avuto a che fare solo con quei docenti rientrati in aula il 1 settembre, numeri piccoli, insomma, rispetto alla carica di 716 studenti arrivati in massa ieri mattina.

E proprio sul fronte numeri da evidenziare è che sui 754 iscritti solo una minima parte non si è presentata. E di questi solo uno era senza Green Pass (e tessera sanitaria). "Si è presentato con una dichiarazione non firmata alla mano con scritto che si era vaccinato, non lo abbiamo fatto entrare – afferma Dotta – Un caso su 716". In fila i ragazzi, con Green Pass alla mano e mascherina al volto, si sono confrontati, c’è chi ha ripassato, chi ripeteva, chi era con i genitori. Nessuna protesta contro il Green Pass, solo tanta tensione. L’obiettivo lì era tenere a freno l’ansia. Hanno dovuto rispondere a sessanta quesiti di chimica, biologia, matematica, logica e cultura generale. Il tutto con una consapevolezza, entreranno in 248. C’è da sudare e non per la fila, ma perché hanno studiato tutta l’estate, chi anche da due anni e i posti di accesso alle università sono ancora estremamente limitati.
 

«La tensione è normale che ci sia, è un test a numero chiuso – afferma, infatti, Dotta-. I ragazzi sono stati posizionati in 11 aule in modo tale da mantenere la giusta distanza fra loro. Inoltre, una di queste aule è stata messa a disposizione per gli studenti con disabilità. Alle 14.40 il test si è concluso e non abbiamo registrato nessuna criticità".
Simona Sassetti