Tamponamento a catena: è l’inferno. Uomo muore davanti ai due figli

Un tir del Pesarese innesca una carambola: tre feriti. Cinque mezzi coinvolti. Pegaso atterra sulla ’Palio’

Tamponamento a catena: è l’inferno. Uomo muore davanti ai due figli

Tamponamento a catena: è l’inferno. Uomo muore davanti ai due figli

di Laura Valdesi

SIENA

L’autista del tir seduto appoggiato al new jersey centrale, sguardo perso nel vuoto. Il dolore scritto sul volto. Poco più avanti, coperto da un telo giallo il corpo dell’uomo che ha perso la vita nella minuscola Toyota Yaris bianca trasformata in gomitolo di lamiere dopo il tamponamento a catena. Che Ieri mattina poco dopo le 9.30 ha spezzato una vita, mandato tre persone in ospedale, coinvolgendo cinque auto e appunto un autoarticolato. Paralizzando la circolazione sulla corsia nord della ’Palio’, in direzione Firenze, subito dopo l’uscita di Badesse.

Basta percorrere a piedi circa 300 metri dall’ingresso di Badesse, a fianco i mezzi pesanti fermi mentre quelli in arrivo vengono deviati per la Cassia, per trovarsi di fronte la tragedia. Il tir fermo nella corsia di marcia, un Doblò schiacciato contro il muretto laterale. Di fronte la Toyota su cui viaggiavano un 70enne francese e i suoi due figli di 28 e 31 anni. Probabilmente turisti. Troppo scioccati per spiegarlo. La targa della vettura, finita vicino al Doblò, racconta che potrebbero essere della Regione Paca (Provenza-Alpi-Costa Azzurra) nel sud della Francia. Più avanti una Fiat 500 danneggiata, il furgoncino di una ditta e una Mercedes. Qualche istante prima lì è stato l’inferno. "Dopo l’urto li abbiamo tirati fuori (i due figli del francese, ndr), insieme ad un altro ragazzo. Li abbiamo fatti sedere per terra, erano feriti. Sanguinavano. Sotto choc ma coscienti. Poi ci siamo dedicati all’altra persona", racconta il conducente della Mercedes, anch’essa ferma in fila. "L’intento è stato quello di tentare di toglierlo dalla vettura perché temevamo che potesse partire un incendio, sarebbe stato un bel problema. Tutto inutile", aggiunge. Si volge verso il corpo del turista francese coperto dal telo, vicino al tir. "Abbiamo fatto di tutto, di tutto le assicuro per spostare il sedile e liberarlo. E’ corso anche un signore spagnolo ad aiutarci, molto avanti nella fila e non coinvolto nell’incidente", ricostruisce ancora. "Stranieri, trovarsi in questa situazione, poveretti", aggiunge. "Gli ho portato anche delle cinghie per vedere di sbloccare il sedile ma era incastrato", racconta il primo camionista della fila da Siena che è stato fatto arretrare per consentire ai mezzi di soccorso di operare agevolmente. Il 28enne francese sembrava più grave. Così è atterrato Pegaso 1 sulla ’Palio’: è stata interrotta temporaneamente la circolazione in direzione Siena. Mentre i vigili del fuoco – sul posto gli uomini del comando di Siena e di Poggibonsi – estraevano il corpo del 70enne dalla macchina, suo figlio veniva portato a Careggi. Il fratello invece alle Scotte insieme al conducente del Doblò, 56 anni. Nessuno in prognosi riservata, potrebbero essere dimessi anche oggi stesso i francesi. All’ora di pranzo, ultimati i rilievi – il pm che segue l’inchiesta è Nicola Marini – è stata riaperta anche la careggiata nord mentre la circolazione di bus e mezzi pesanti fra Badesse, Uopini e Trasqua-Monteriggioni rendeva la Cassia un pericoloso vespaio.

Immediati gli echi della politica. "Il cantiere con più problemi – evidenzia il capogruppo regionale di Forza Italia Marco Stella – è quello che si trova subito dopo l’imbocco della superstrada dal alto Siena, lungo quasi 10 chilometri. I lavori sono iniziati il 20 gennaio scorso e dovevano finire il 28 ma dal sito Anas risulta che è stato realizzato solo il 20% dell’intervento".