Soldi
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Siena, 23 settembre 2019 -  Una sentenza che aveva molto colpito, come la sua storia. Lui, accusato di truffa, assolto due volte perché malato di gioco. Un giovane nato in Germania, dove era tornato per uscire dal vortice e dove purtroppo è ricaduto. «Anche se, dopo una condanna con la condizionale – spiega il suo avvocato Andrea Borghini, del foro di Firenze – e lavori di pubblica utilità, è stato inserito in un percorso di recupero da 9 mesi e sta meglio. L’uomo, che ha avuto problemi fin dall’infanzia, a tre anni è stato portato in Italia dalla madre. A 16-17 «la sua situazione si è complicata, a 20, circa, la dipendenza è esplosa in tutta la sua complessità fino a portarlo a riprodurre banconote in casa con una normale stampante». Il giovane è stato ritenuto non processabile dai giudici di Pisa e Siena.

Un pensiero fisso quello delle scommesse online, per questo 30enne che ha abitato a lungo a Chiusdino e che, in 15 anni, ha ‘bruciato’ 400mila euro in denaro, ottenuto, in parte, con la truffa dei soldi falsi spesi in varie attività commerciali a Pisa, Siena e Perugia. Una malattia riconosciuta come tale, prima dal giudice della città della Torre che nel 2017 lo ha prosciolto dall’accusa di truffa e falsificazione di banconote e poi anche dal gup della città del Palio, Alessandro Buccino Grimaldi. Il suo difensore aveva ottenuto la nomina di un perito che potesse analizzare il giovane. Il consulente ha dichiarato «la totale infermità dell’imputato». Sul verdetto, aveva contato anche il fatto che l’uomo, nato in Germania, nel suo paese natale è stato inserito in un percorso specifico «che lo Stato garantisce a chi ha una dipendenza del genere: gli avevano trovato lavoro in un ristorante», racconta il suo legale. «E’ stata esclusa la pericolosità sociale, adesso il quadro, dopo la ricaduta (stesso reato, medesime modalità), è buono, ma nei momenti in cui ha agito, non aveva la capacità, da qui la mancanza di imputabilità». Ha «un disturbo di personalità di tipo antisociale, oltre al gioco d’azzardo patologico che ha leso la sua capacità di intendere e volere».

E’ stato in cura al Serd, servizio per le dipendenze patologiche, per sei anni, in Italia. La ludopatia lo ha spinto persino a produrre in casa banconote fasulle per cercare di spenderle, fingendosi un turista russo in vacanza, in vari negozi dove comprava piccoli oggetti. Una volta ottenuto il resto, lo scommetteva sul web. Fino a che, era aprile del 2016, l’uomo era stato preso. Dopo quasi un anno di terapia, aveva tentato un nuovo colpo anche a Siena. Ma era stato sorpreso dai carabinieri subito dopo la prima spendita vicino alla stazione.


Antonia Casini