Daniele Magrini e il suo libro ‘Siena e le terre senesi, le 100 meraviglie (+1)’, foto di Fabio Muzzi
Daniele Magrini e il suo libro ‘Siena e le terre senesi, le 100 meraviglie (+1)’, foto di Fabio Muzzi
SIENA A ricordare che le nostre eccellenze splendono sempre ci pensa ‘Siena e le terre senesi, le 100 meraviglie (+1)’, il nuovo libro di Daniele Magrini, giornalista, scrittore, personaggio stimato, con le immagini di Fabio Muzzi, Typimedia Editore. 228 pagine raccontano il patrimonio della nostra città, la suggestivacampagna, le tradizioni, i personaggi che hanno elevato la storia. 100+1? "La meraviglia di Siena, attraverso 101 tappe, è la sua unicità ben conservata. Il respiro della...

SIENA

A ricordare che le nostre eccellenze splendono sempre ci pensa ‘Siena e le terre senesi, le 100 meraviglie (+1)’, il nuovo libro di Daniele Magrini, giornalista, scrittore, personaggio stimato, con le immagini di Fabio Muzzi, Typimedia Editore. 228 pagine raccontano il patrimonio della nostra città, la suggestivacampagna, le tradizioni, i personaggi che hanno elevato la storia.

100+1?

"La meraviglia di Siena, attraverso 101 tappe, è la sua unicità ben conservata. Il respiro della storia che avvertiamo passeggiando. Le foto di Fabio Muzzi colgono i particolari di una città che esprimela potenza della bellezza.I miei testi sono una sorta di contrappunto quasi musicale alle immagini".

Meraviglie, parola potente?

"Queste bellezze regalano appagamento. Le immagini di Fabio fanno pensare, più o meno ad alta voce, ‘Che meraviglia!’".

Il libro innova nel tuo genere.

"È dverso dai miei saggi sull’evoluzione del giornalismo; lontano dagli algoritmi dell’ultimo libro. Differente dai romanzi. Questa volta l’ispirazione nasce dall’amore per la mia cittàa".

La coppia Magrini Muzzi?

"Un’amicizia e intesa professionale nate nella redazione di Siena de La Nazione, dove ho lavorato dal 1988 al 1994".

Un filo conduttore?

"Le immagini che si snodano in un percorso: partendo dal Fortino delle donne a Porta Camollia, arriva a Monteaperti, si addentra nelle Terre Senesi, dalle Crete a San Galgano".

La continuità storica che ha forgiato l’immagine di Siena?

"Il persistente tendere alla bellezza, che Siena è riuscita a esprimere con simboli di meraviglia: il Duomo, il Campo, le opere dei grandi artisti senesi. Anche la salvaguardia delle valli verdi o la chiusura al traffico negli anni sessanta. Secoli in cui tutti sono stati coinvolti in un grande sogno realizzato".

Le Contrade e il Palio?

"Se ne parla come vita della città, parte delle unicità di Siena, irripetibili da altre parti".

Il tuo libro arriva alla fine di un 2020 anticipato come meraviglioso per Siena: doveva celebrare i 25 anni nell’Unesco, i 100dalla morte di Federigo Tozzi. Tutto rinviato, anche i due Palii. Le tue meraviglie sono un auspicio per il futuro?

"I testi, con le immagini che dominano il racconto, sono accompagnati da tante citazioni: di poeti, letterati, viaggiatori. Molte sono di Federigo Tozzi. La vera speranza di questo libro si identifica soprattutto con quelle citazioni. Pur di epoche diverse, esprimono ammirazione per la nostra città. Una meraviglia. Che non muore".

Antonella Leoncini