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Screening oncologici in Toscana: alta adesione e fiducia in crescita

La Toscana si distingue per l'alta partecipazione agli screening oncologici gratuiti, con un trend positivo nella prevenzione.

Lo screening della mammella prevede mammografie, ecografie e in caso biopsia

Lo screening della mammella prevede mammografie, ecografie e in caso biopsia

Dopo gli anni Covid abbiamo fatto un grande lavoro per recuperare gli appuntamenti persi e la fiducia dei cittadini nella prevenzione. Oggi possiamo dire di aver ripreso il trend positivo e la Toscana è fra le realtà più virtuose in termini di risposta all’offerta gratuita di screening oncologici del sistema sanitario pubblico", dice il dottor Alessandro Cosimi, direttore dell’Uoc Screening dell’Asl Sud Est.

Su linee guida ministeriali ed europee, il servizio sanitario pubblico toscano offre tre screening oncologici, quelli della mammella, del collo dell’utero (cervice uterina) e del colon retto: la campagna preventiva viaggia con inviti mirati mandati ai cittadini – uomini e donne -, in determinate fasce di età, per eseguire esami diagnostici di controllo, ripetuti con cadenza periodica.

Ebbene la Toscana Sud ha un buon Nsg (nuovo sistema di garanzia), numero che sintetizza la capacità di offerta del sistema sanitario e della partecipazione dei cittadini, in altre parole la percentuale di risposta agli inviti, mandati in questo caso dall’Asl Sud Est. "Più del 90 per cento delle persone che rispondono al primo invito proseguiranno nel percorso di prevenzione. Per lo screening della mammella la risposta all’invito è stata poco sotto il 70% (69,8) nel 2023; era al 58,2 per cento nel 2022", sottolinea Cosimi.

Fiducia crescente dunque negli screening. A partire da quello della mammella.

"In Toscana le donne fra 45 e 49 anni vengono chiamate una volta l’anno, fra 50 e 69 anni ogni due anni. Le donne che escono ‘sane’ (negative) dall’esame saranno richiamate ogni 2 anni fino a 70 anni di età e quelle che rispondono sempre alla chiamata hanno estensione fino a 74 anni. L’iter di presa in cura prevede anche che, nel caso siano necessari approfondimenti, noi garantiamo una nuova mammografia o ecografia e, se necessaria, la biopsia. Nel caso la biopsia risulti positiva, la presa in cura passa al Gom, che si occuperà del successivo percorso, dall’intervento alle terapie necessarie. Dopodiché queste persone sono seguite direttamente dalle strutture oncologiche, con un controllo l’anno per dieci anni. Lo screening mammografico è quello con maggiore adesione fra i tre: nell’area aretina le chiamate riguardano circa 28mila donne, 18mila nell’area senese, altrettante nel grossetano e circa il 70 per cento delle invitate aderisce alla campagna di prevenzione".

Poi c’è la cervice uterina.

"E’ uno screening consolidato, che prevede esami volti ad individuare lesioni di basso e alto grado al collo dell’utero, grazie a Pap test e Hpv (papillomavirus), a seconda della fascia d’età della popolazione femminile e si attesta al 59,5 per cento di risposte alle chiamate. Non sono esami annuali: al Pap test sono invitate donne da 25 a 34 anni, con validità per i successivi 3 anni; all’Hpv, test più raffinato, sono chiamate donne fra 35 e 64 anni, con validità del risultato per 5 anni, sempre che sia negativo. In caso di positività degli esami, sono previsti approfondimenti, a partire dalla colposcopia. Mandiamo circa 15-16mila inviti in ciascuna delle tre aree della Toscana Sud".

E lo screening del colon retto?

"Riguarda anche gli uomini e purtroppo la partecipazione è più bassa, siamo intorno al 50%. Per questo ci sono in corso cambiamenti nel percorso: il test del sangue occulto, per decisione della Regione, sarà centralizzato, fatto ad Ispro a Firenze; la successiva colonscopia, in caso di positività, verrà invece fatta nelle aree di residenza. Sono invitati allo screening uomini e donne fra 50 e 70 anni, circa 30mila persone per ognuna delle tre aree: l’esame, che va alla ricerca di polipi, lesioni potenzialmente precancerose, si fa ogni 2 anni".