Psuceddu vince a Ferrara per San Luca
Psuceddu vince a Ferrara per San Luca

Siena, 3 giugno 2019 - «Un grandissimo palio. Quando mi sono girato, alla fine, mi sembrava di avere un vespaio. Tutti addosso a me». Fotografa così Valter Pusceddu la splendida corsa su Calliope da Clodia che ha regalato al fantino un successo importante a neppure un mese da Provenzano. E al rione San Luca il trionfo che mancava dal 1991. «Una bella fatica ma con i cavalli buoni è più facile», commenta a caldo. In effetti la mossa, lunghissima visto che si è corso alle 20.40, è stata condizionata dal gioco delle avversarie. Basta pensare ad Andrea Coghe (S.Maria in Vado) e Alessio Migheli (S.Giovanni). «Non puoi prendere le redini di Santa Maria in Vado!», grida il mossiere a quest’ultimo. La tensione è alle stelle. E quando è buona è Alessio Giannetti (San Benedetto) a bruciare tutti con Violenta da Clodia. Dura un giro «perché poi sono riuscito ad infilarlo e lì ho vinto il palio», ricostruisce Pusceddu. «Enrico (Bruschelli, nella rivale San Giacomo, giunto terzo ndr) ha comunque fatto di tutto ma ho cercato di evitare di stressare la mia cavalla al canape. In corsa ci ha poi provato fino in fondo. Non credevo che sarebbe arrivato così forte», ammette Pusceddu.

L’ultimo giro tutti andavano a una velocità importante.

«C’era qualità, chiunque poteva vincere. Ma Calliope era ben preparata e ha conservato il passo».

Hai dedicato il successo a Ferrara ad una ragazza di San Luca scomparsa ma a Siena chi merita la citazione?

«I miei ragazzi, con loro lavoriamo sodo ogni giorno. E poi la famiglia, sono venuti a vedermi Samantha e Nicole. Diciamo che tutti mi sopportano perché non ho un bel carattere».

Speri ancora, a 38 anni, di alzare il nerbo in Piazza?

«Continuo a crederci. A lavorare sodo e a crederci».

Come si mettono le cose dopo l’estrazione?

«Ci vuole fiducia. Devono averla in me. E la serietà alla fine verrà ripagata».

A Ferrara c’è stato un pesante gioco di rivalità: pronto anche per Siena?

«Quello che mi chiedono e quello che faccio. Posso tirare a vincere oppure occuparmi dell’avversaria».