
Fondazione Mps lancia iniziative educative per promuovere la parità di genere e prevenire la violenza nelle scuole toscane.
Si ispira all’obiettivo 5 dell’Agenda 2030, ma guarda tanto più all’attualità, il tema della parità di genere, al centro di due progettualità sostenute da Fondazione Mps, che sono ’GENERAZIONE 5’ e ’sCOOLFOOD’, iniziative indirizzate a educare e sensibilizzare i più giovani, in età scolare di ogni ordine e grado di Siena e della Toscana sud.
Ecco allora i formatori della Fondazione andare nelle scuole con l’obiettivo di educare i ragazzi nel contrasto degli stereotipi e verso la parità di genere, che ha come target bambini e bambine, ragazzi e ragazze dalla scuola dell’infanzia alle medie. Poi il tema dell’educazione all’affettività e alla sessualità, rivolto ai docenti e per i ragazzi delle seconde e terze medie. Infine, attività formativa per docenti e didattica per le scuole superiori volte a prevenire ogni forma di violenza di genere, educare alla parità e creare percorsi di educazione civica.
Cecilia Caleo, 43 anni, bibliotecaria, è una delle tutor e formatrici del progetto Generazione 5, finanziato da Aics, ispirato al punto 5 dell’Agenda 2030, cui ha aderito Fondazione Mps.
Come si è svolta l’esperienza?
"Con il tutoraggio per gli insegnanti da una parte e laboratori alle superiori di Siena, per accompagnare i ragazzi verso questo percorso educativo alla parità di genere e contrasto della violenza".
In pratica?
"Il tutoraggio ci ha visto impegnati ad affiancare i docenti con percorsi ad hoc all’interno della didattica sulla parità di genere. Poi workshop con i ragazzi che si sono concretizzati a livello nazionale con l’ideazione di campagne sui social e promozione di flash mob. A Siena, al liceo artistico Boninsegna, i ragazzi hanno progettato un plexiglas all’insegna del rispetto dei generi e realizzato una bibliografia tematica che è rimasta in dote alla scuola".
Qual è il messaggio portato in classe?
"L’iceberg della violenza che emerge dalla cronaca è quotidiano, in realtà c’è sessismo a 360 gradi: senso di possesso già negli amori adolescenziali e una costruzione radicata dei ruoli nella società. C’è bisogno di togliere la tossicità che respiriamo nella vita quotidiana: il possesso è sbagliato già a livello materiale, tanto più nei rapporti affettivi. Quindi educhiamo alle emozioni sane, apriamo le menti col dibattito e impariamo a capire i sì e i no, ma anche i silenzi, che non sono dei sì".