Negozi di vicinato addio. Montepulciano, in centro ha chiuso l’ultimo forno

Resta l’attività di panificazione, ma basta con la vendita diretta al pubblico. Un altro segnale della perdita di popolazione nel cuore della cittadina.

Negozi di vicinato addio. Montepulciano, in centro ha chiuso l’ultimo forno

Negozi di vicinato addio. Montepulciano, in centro ha chiuso l’ultimo forno

Dopo che la notizia è rapidamente circolata, è improbabile che, tra i pochi avventori superstiti, qualcuno abbia percorso la Ruga di Fuori, appartata parallela del corso principale di Montepulciano, per raggiungere il panificio dei fratelli Cacioli. Agli eventuali malcapitati si sono comunque presentate le luci spente, l’ingresso chiuso e, sulla vetrina, l’inequivocabile avviso della cessazione del servizio al pubblico. Dunque, dal 1 marzo, nel centro storico poliziano non è più possibile concedersi il tradizionale, antico rito dell’acquisto di una profumatissima pagnotta, appena sfornata, prodotta da mani ’note’.

Naturalmente restano in attività le botteghe di alimentari, quotidianamente rifornite, mentre altri panifici continuano a operare all’esterno delle mura; ma la chiusura dell’ultimo forno nel centro ha il carattere del passaggio epocale. "Fino agli anni ’70 a Montepulciano c’erano quattro panifici che proponevano anche schiacciata, pizza rossa e, in qualche caso, brioche e altri dolci", ricorda Lele Rossi, poliziano doc, uno degli ’orfani’ della cessazione del servizio delle ‘Rughe’. La conferma si trova nel libro ’Quelle immagini sfocate’, di Franco Romani, che cita il forno del Giorgetti, al Marzocco; quello delle Rughe, predecessore dell’attuale, di Felice Terrosi; del ’Ciondolo’, a piazza dell’Erbe, e infine quello del Grigiotti, nella ex via Garibaldi.

Non è difficile comprendere il motivo della chiusura del servizio al pubblico dei tre giovani fratelli Cacioli che, esattamente dieci anni fa, hanno intrapreso questa impegnativa attività; si tratta della mancanza di clientela, ridotta ormai a pochi anziani, a causa dello svuotamento del centro storico.

Roberto, Lorenzo e Carlo continueranno a trascorrere le proprie nottate tra farina, lieviti e infornate, ma lavorando per i supermercati o per qualche bottega. Il problema non è solo di Montepulciano: Confesercenti e Ipsos dicono che in Italia, in quattro anni, hanno chiuso oltre 50mila piccole attività, per la pandemia, per l’aumento del costo della vita e per la mancanza di residenti.

Ed è proprio l’ultimo punto a chiamare in causa la realtà della cittadina della Valdichiana che, secondo recenti stime, conterebbe, tra le mura, appena settecento abitanti. Una questione, non solo commerciale, che dovrà essere tra le priorità della prossima amministrazione.