Si chiama ‘Stranamore’ l’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza sui matrimoni fasulli
Si chiama ‘Stranamore’ l’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza sui matrimoni fasulli
di Paolo Brogi L’amore non c’è, ma si va all’altare per beffare la legge ed ottenere vantaggi. Incredibile ma vero ecco l’ultima frontiera del raggiro, ossia tirare in ballo quello che per una vera coppia è il coronamento di una storia di passione, svuotandola di ogni sentimento e trasformandola in qualcosa di subdolo e illegale. Sono stati per fortuna smascherati 24 finti matrimoni, combinati, per consentire ad altrettanti extracomunitari (16 provenienti dalla Repubblica Dominicana, due dal...

di Paolo Brogi

L’amore non c’è, ma si va all’altare per beffare la legge ed ottenere vantaggi. Incredibile ma vero ecco l’ultima frontiera del raggiro, ossia tirare in ballo quello che per una vera coppia è il coronamento di una storia di passione, svuotandola di ogni sentimento e trasformandola in qualcosa di subdolo e illegale.

Sono stati per fortuna smascherati 24 finti matrimoni, combinati, per consentire ad altrettanti extracomunitari (16 provenienti dalla Repubblica Dominicana, due dal Perù, uno da Cuba, due dalla Nigeria, uno dal Marocco, uno dalla Tunisia e uno dal Senegal) di ottenere il permesso di soggiorno.

E’ quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Livorno, sotto la direzione della Procura, nell’operazione definita ‘Stranamore’. Nozze trasformate in incontri ‘fugaci e occasionali’ tra coppie di perfetti sconosciuti, visti insieme solo per espletare le incombenze necessarie per la celebrazione del rito civile. Così, nelle scorse 48 ore, 100 militari hanno eseguito cinque misure cautelari e 55 perquisizioni tra le province di Livorno, Siena, La Spezia, Torino e Padova. Al centro dell’inchiesta sono finiti un cittadino della Repubblica Domenicana di 55 anni, arrestato in carcere, e quattro livornesi, tra cui una donna, sottoposti all’obbligo di dimora. Si tratta degli organizzatori ‘seriali’ dei falsi matrimoni, nei cui confronti il gip del Tribunale di Livorno ha disposto le misure cautelari. A loro si contestano i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione in falso in atto pubblico. “Ignari e incolpevolmente coinvolti nel sistema illecito sono risultati anche i pubblici ufficiali intervenuti nella celebrazione dei 24 falsi matrimoni (in 23 casi nel Comune di Livorno e in un’occasione in quello di Rosignano Marittimo).

Anche la provincia non è rimasta immune dall’inchiesta. Nel mirino una coppia composta da una donna della Repubblica Dominicana nata nel 1968 e da un livornese classe 1975 che dopo il matrimonio a Livorno nell’ottobre del 2017, che ha spostato la residenza a Poggibonsi.

La donna in seguito ha ottenuto il permesso di soggiorno da parte della Questura di Siena, l’unico motivo per cui, alla luce dei fatti, era stato contratto il matrimonio. Durante la perquisizione delle Fiamme Gialle nell’abitazione di Poggibonsi, avvenuta mercoledì scorso, la coppia non si è fatta però trovare.

In ogni caso la donna è indagata per induzione in falso in atto publico, mentre l’uomo anche per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.