Tutti aspettano il ballottaggio tra l’ex ministro dell’Economia Gualtieri e il candidato del centrodestra Michetti per la poltrona da sindaco di Roma. Ma è difficile intuire cosa c’entri l’elezione per il Campidoglio con il dossier Monte dei Paschi, se non per un alibi temporale e consentire a Enrico Letta, neo deputato del collegio di Siena, di entrare martedì in Parlamento. In realtà lo stallo della partita a poker è ancora evidente: la...

Tutti aspettano il ballottaggio tra l’ex ministro dell’Economia Gualtieri e il candidato del centrodestra Michetti per la poltrona da sindaco di Roma. Ma è difficile intuire cosa c’entri l’elezione per il Campidoglio con il dossier Monte dei Paschi, se non per un alibi temporale e consentire a Enrico Letta, neo deputato del collegio di Siena, di entrare martedì in Parlamento. In realtà lo stallo della partita a poker è ancora evidente: la finanza, nella fattispecie UniCredit, i vertici di tutte le banche, Mps compresa, gli analisti, gli advisor e l’intero popolo in grisaglia, dà per concluso l’accordo per la vendita della quota di maggioranza del Monte dei Paschi. La politica tace, ma nessuna delle quattro condizioni ineludibili risulterebbe rispettata se l’affare si chiudesse come prospettato. Salvaguardia del marchio, tutela della direzione a Siena, un numero tollerabile di esuberi e la presenza dello Stato nell’azionariato.

I ’boatos’ più recenti indicano il Tesoro e UniCredit al lavoro per limare i dettagli e varare un piano di aumento di capitale attorno a 3 miliardi di euro. Il peso dei rischi legali, che qualcuno vuole attorno ai 6,5 miliardi, ma che in realtà dovrebbero essere inferiori di circa 1 miliardo, e i nodi esuberi e crediti deteriorati sarebbero i capitoli più delicati. Però qualcuno potrebbe dare più fiato all’idea di usare il Mediocredito Centrale in maniera più incisiva nella trattativa con UniCredit. Anche se ci sono tanti ostacoli al progetto che piacerebbe alla politica, alla Toscana e, soprattutto, a Siena, una verifica ulteriore potrebbe essere fatta. L’istituto guidato da Bernardo Mattarella, alle prese con una complicata integrazione della Popolare di Bari, potrebbe prendere, oltre a circa 200 sportelli del sud, anche qualche pezzo poco gradito all’ad Andrea Orcel. Mps Capital Services sarebbe il tassello mancante, assieme agli sportelli del centro Italia, Toscana e Umbria, più un marchio che potrebbe servire, per dar vita a ’Mps Banca per le imprese’, che allevierebbe notevolmente gli effetti indigesti dello spezzatino che sta per essere cucinato dal dg Rivera e da Orcel. I tempi stringono, il 27 ottobre UniCredit calerà le sue carte sul tavolo. Per un rilancio bisognerebbe agire in fretta.