Chirurghi a lavoro (foto d'archivio)
Chirurghi a lavoro (foto d'archivio)

Siena, 12 aprile 2016 - EFFICIENTAMENTO delle strutture e presidio del territorio: non sempre i due percorsi procedono di pari passo. E così la sanità senese è l’esempio più evidente di una tendenza centralistica (in realtà a livello regionale) dei servizi, con pochi punti riferimento d’eccellenza sul territorio e tante attività periferiche (quelle dei presidi sanitari) che lavorano attraverso attività programmate, vale a dire appuntamenti settimanali o addirittura quindicinali o mensili. Con inevitabile conseguenza che l’utente che deve sottoporsi ad un esame ambulatoriale deve ‘migrare’ anche di cento chilometri per sottoporsi in tempi accettabili ad una tac o radiografia di routine. Eccoci dunque a scorrere le liste di attesa - aggiornate al 22 marzo 2016 - delle prestazioni (quelle più frequentemente richieste) del servizio sanitario pubblico presso le strutture senesi, ovvero il policlinico Le Scotte di Siena e i presidi Ausl7 (compresi i due ospedali di Nottola e Campostaggia) che coprono l’intera provincia, suddivisa in zone: Senese, Valdichiana, Valdelsa, Amiata-Valdorcia. Si viene così a scoprire che per una visita generale in cardiologia, con tanto di ecocardiogramma, alle Scotte passano 124 giorni dal momento della prenotazione al giorno effettivo dell’esecuzione. Però, se si è disposti a spostarsi, o più probabilmente non si possono aspettare 4 mesi per ‘interrogare’ il nostro cuore, in zona Amiata Valdorcia si è soddisfatti in appena 3 giorni; ma anche restando nel capoluogo basta andare in Pian d’Ovile per procurarsi un appuntamento nel giro di due settimane.

A volte l’attesa però è indicativa di un’equipe d’eccellenza per cui vale la pena attendere e così per un esame complesso dell’occhio presso l’eccellente reparto ospedaliero senese l’attesa è di 149 giorni; un po’ meno per la visita generale dermatologica che sempre al policlinico arriva con appena 92 giorni di pazienza. Sempre in ambito di visite specialistiche l’urologia lascia a desiderare questa volta la Valdelsa dove il primo appuntamento arriva con 65 giorni di attesa (24 in Valdichiana e 18 alle Scotte); d’altra parte per assicurarsi una visita ginecologica al policlinico ci vuole circa un mese (34 giorni) quando presso gli altri due ospedali bastano 15 giorni. Ma sono gli esami diagnostici i più gettonati e quindi anche quelli che fanno soffrire (per quanto riguarda l’attesa) di più. In testa le ecografie: per avere una ‘panoramica’ ai raggi x dell’addome completo la performance (d’attesa) migliore indica 127 giorni e si ha in Valdorcia-Amiata, con il senese del capoluogo che può scegliere fra i 148 giorni dell’Asl e i 176 del policlinico. Per le tac l’azienda ospedaliera universitaria sente poco la concorrenza, nel senso che questi esami si fanno solo presso gli ospedali (Campostaggia e Nottola) che viaggiano su ‘programmazione’, per cui una tc all’addome si fa in 77 giorni alle Scotte e nel giro di 114 giorni in Valdelsa e 134 in Valdichiana. La risonanza magnetica è l’altro esame che richiede tanta pazienza o una strategia (di prenotazione) preventiva: per una ‘rm’ al ginocchio o al gomito in Valdelsa si aspettano 161 giorni dalla prenotazione, alle Scotte appena 92 (29 in Valdichiana). Per la risonanza al cranio però il policlinico di Siena richiede 230 giorni d’attesa; allora via di corsa verso la Valdichiana dove l’esame è programmaticamente fissato in 165 giorni (134 in Valdelsa). Ma probabilmente l’apice dell’amara’ graduatoria arriva in caso di colonscopia: se alle Scotte l’attesa è di 288 giorni, in zona Amiata ce ne vogliono 330 e 238 in Valdelsa. Attesa di un anno (352 giorni), infine, per l’ecodoppler dei tronchi sovraortici in Valdichiana, che si fa in 49 giorni alle Scotte.

Paola Tomassoni