L’attesa infinita del Pd comunale: "Firenze e Roma ora decidano"

Lettera di iscritti ai vertici regionali e nazionali, dopo mesi di stallo con il partito del capoluogo senza vertice

L’attesa infinita del Pd comunale: "Firenze e Roma ora decidano"
L’attesa infinita del Pd comunale: "Firenze e Roma ora decidano"

A fine febbraio si compiranno i nove mesi canonici di un parto: chissà se per quella data il Pd comunale sarà riuscito a sanare l’assenza di guida che perdura, appunto, sostanzialmente dal pomeriggio del 29 maggio scorso, quando la sconfitta elettorale fu accompagnata dall’immediato annuncio di dimissioni di Massimo Roncucci. Impossibile riepilogare tutte le peripezie che hanno trascinato il partito nella perdurante fase di stallo, dopo la non elezione di Guido Leoncini, contestata però dallo stesso che ha avviato la fase dei ricorsi.

Le ultime notizie, ormai di qualche settimana fa, erano relative all’avocazione della procedura da parte della commissione provinciale di garanzia, dopo che quella comunale aveva perso il presidente Mario Ronchi. Nessun aggiornamento invece dalle strutture superiori, a partire dalla regionale cui i fautori di entrambe le posizioni - il riconoscimento della validità dell’elezione di Leoncini, quelli contrari e quindi per il commissariamento - si sono più volte rivolti.

Per cercare di spezzare questo limbo incredibile, alcuni iscritti hanno inviato una lettera ai referenti provinciale (Andrea Valenti), regionali (Emiliano Fossi e Stefania Lio), nazionale (Igor Taruffi) per cercare di smuovere la situazione. Una lettera, si sostiene, che rappresenta la posizione della maggioranza dell’assemblea, che si era espressa per il commissariamento sia nelle consultazioni di Valenti sia, di fatto, in sede di votazione (anche se proprio questo è il nodo del contendere, con Leoncini che ritiene valida l’elezione con la sola maggioranza relativa).

Nella lettera si ricorda l’incontro a dicembre al partito regionale, nel corso del quale erano state annunciate decisioni a breve. Ma a oggi non ci sono novità, né sulle ipotesi commissariamento o conferma di Leoncini, né sull’eventuale percorso congressuale che a questo punto vedrebbe già all’orizzonte il rischio sovrapposizione con la tornata elettorale di giugno.

Nelle scorse settimane anche un folto gruppo di iscritti e simpatizzanti aveva chiesto una decisione in una lettera aperta. Ma il tempo passa e il Pd è ancora fermo al pomeriggio del 29 maggio.

Orlando Pacchiani