
L’avvocato Comporti, per conto dell’artista Chiara Tambani, ha scritto a Comune, Contrada e fantino appellandosi agli articoli del codice civile .
di Laura Valdesi
SIENA
Mattia Chiavassa è stato battezzato dal Bruco, che l’ha fatto esordire nel Palio di luglio, con il nome di Tambani. Non si pensava certo alla famiglia dell’artista che ha realizzato anche il Masgalano 2019 ma la scultrice, attraverso l’avvocato Giandomenico Comporti, ha inviato una lettera al Comune, alla Contrada del Bruco e al fantino chiedendo la cessazione dell’uso, a suo dire indebito, del cognome. Tambani, appunto. Un atto per sottolineare la questione e tentare di risolverla, facendo appello agli articoli 6 e 7 del Codice Civile. Quest’ultimo recita: "La persona, alla quale si contesti il diritto all’uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall’uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni".
Il capitano del Bruco Federico Cappannoli era stato chiaro nello spiegare – come sempre accade a margine della segnatura in Comune e, ancora prima, alla cena della prova generale – che la scelta di Tambani derivava dal soprannome di Carlo Fontani, padre di Riccardo, contradaiolo a cui il Bruco era legato.
"Nessuno mette in discussione la buona fede delle motivazioni che hanno determinato l’attribuzione di questo soprannome – osserva l’avvocato Comporti che segue la vicenda per conto dell’artista – ma esiste anche il diritto all’uso esclusivo del nome e del cognome. E va rispettato sulla base degli articoli 6 e 7 del Codice civile che sono stati le basi per la ben più difficile affermazione della tutela degli stemmi e dei colori delle Contrade, dell’identità della Contrada stessa che è entità giuridica e non persona fisica".
"Come a tutte le lettere risponderemo anche a quella dell’avvocato Comporti", spiega il rettore di via del Comune Stefano Donnini. "Non comprendiamo tutto questo accanimento perché, come detto sin dall’inizio dal nostro capitano, il soprannome, con l’accordo della Contrada, era riferito al nomignolo di Carlo Fontani. Un omaggio ad una persona che per il nostro rione è stata importante"