"La Nazione", dal 1859 all’era del digitale

"La Nazione", fondato nel 1859, ha svolto un ruolo chiave nel Risorgimento italiano. Attraverso le guerre e i cambiamenti politici, il giornale ha mantenuto la sua voce conservatrice. Oggi, con una forte presenza online, continua a informare sulle vicende nazionali e locali.

"La Nazione", dal 1859  all’era del digitale

L’iniziativa de La Nazione «Cronisti in classe»

Un quotidiano la cui prima copia è uscita il 13 luglio 1859, poco prima dell’Unità d’Italia e il cui nome è ’La Nazione’, parte con le prerogative per sviluppare e attuare il concetto di Risorgimento e di Unità d’Italia. Grazie a Bettino Ricasoli che si riunì a Palazzo Vecchio a Firenze e all’impegno di giornalisti e grafici, nacque il primo giornale politico che ben presto uscì quotidianamente e fu distribuito su tutto il territorio. Con il tempo i caratteri furono migliorati e i redattori prestarono più attenzione ai titoli. Durante la Prima Guerra Mondiale, il quotidiano si affiancò al Neutralismo e durante il Biennio Rosso accoglieva e difendeva la lotta contro il movimento socialista. Nel corso del Ventennio Fascista La Nazione mantenne il suo orientamento conservatore e nel 1927 fu costretta ad acquistare Il Nuovo Giornale, quotidiano che per anni era stato il più temibile fra i suoi concorrenti. Nel periodo della Seconda Guerra Mondiale La Nazione continuò faticosamente le pubblicazioni, l’ultimo numero apparve il 28 luglio del 1944, poi ci fu silenzio fino al giorno della liberazione di Firenze. Nel 1959 riacquisì il nome di "La Nazione" dopo essere stata chiamata per un arco di tempo "La Nazione Italiana". A poco a poco le copie si moltiplicarono, raccontando la storia della nostra Repubblica. "La Nazione" oggi viene letta nelle case delle principali città italiane con grande attenzione alle cronache locali. La transizione verso il formato online ha rappresentato un passo audace nell’evoluzione dei media.