di Alessandro Vannetti "Assolutamente no!". Il sindaco Alessandro Donati non avrebbe potuto essere più deciso e più chiaro di così, nello smentire le voci che si andavano facendo sempre più insistenti che l’istituto San Giovanni Bosco di Colle fosse diventato un focolaio di infezione covid, per aver adottato la didattica a distanza per tutte le classi già da sabato scorso, 24 ore prima della firma dell’ultimo dpcm, con un’ordinanza di sospensione delle lezioni in presenza...

di Alessandro Vannetti

"Assolutamente no!". Il sindaco Alessandro Donati non avrebbe potuto essere più deciso e più chiaro di così, nello smentire le voci che si andavano facendo sempre più insistenti che l’istituto San Giovanni Bosco di Colle fosse diventato un focolaio di infezione covid, per aver adottato la didattica a distanza per tutte le classi già da sabato scorso, 24 ore prima della firma dell’ultimo dpcm, con un’ordinanza di sospensione delle lezioni in presenza da lui stesso firmata.

Le voci, si sa, si spandono velocemente e, come il venticello rossiniano, spesso si ingigantiscono passando di bocca in bocca ed anche un "semplice" problema organizzativo può essere trasformato velocemente in crisi sanitaria. "Non è vero che ci sia stato un focolaio nel San Giovanni Bosco – ribadisce il primo cittadino colligiano – Non c’è mai stato niente del genere e l’ordinanza, emessa in perfetta sintonia con il dirigente scolastico, è un provvedimento preso unicamente per motivi organizzativi: la scuola ha molte classi in quarantena perché i ragazzi sono in isolamento fiduciario e, soprattutto, in isolamento fiduciario ci sono anche molti docenti, che non sono positivi ma, semplicemente, sono stati contatto di un unico caso di positività. E’ solamente per questa ragione organizzativa e non per la presenza di focolai, che abbiamo dovuto emanare l’ordinanza". Facendo chiarezza sulle ragioni per cui il Don Bosco è passato alla didattica a distanza, Donati prende la palla al balzo per fare il punto della situazione anche nelle altre scuole della città.

"Da settembre ad oggi ci sono stati 13 casi di positività nelle scuole superiori (molti di residenti in altre città-ndr), 6 nelle scuole medie, 6 nelle scuole elementari e 7 fra scuole materne e nido – spiega – Percentuali basse sul totale dei contagiati, del 9, 4.3 e 5 per cento, che dimostrano che in nessuna scuola ci sono focolai, ma solo casi che sono stati immediatamente isolati e le classi messe in quarantena: questo fa sì che il numero delle quarantene sia elevato, ma il numero di contagi relativamente basso. Ovviamente non vuol dire che va tutto bene e che a scuola non ci siano problemi, ma vuol dire che non si deve esagerare con l’allarmismo, soprattutto a scuola. Ci saranno altre "chiusure"? Ci saranno se si renderanno necessarie, ma sempre con la condivisione dei dirigenti scolastici e il servizio di igiene".