I penalisti in stato di agitazione

I penalisti in stato di agitazione
I penalisti in stato di agitazione

"Lo stato di agitazione è il primo passo verso forme di protesta più marcate se non verranno assunti i provvedimenti che pongano fine alle disfunzioni che da tempo i penalisti toscani incontrano nell’interagire con la Corte d’appello di Firenze, ripristinando la fruibilità dei servizi e garantendo l’esercizio effettivo dell’inviolabile diritto di difesa". Un blitz a sorpresa quello compiuto da alcuni rappresentanti delle camere penali del distretto della Toscana ieri mattina nel palazzo di giustizia del capoluogo regionale per mostrare la situazione dei monitor del front office che non funzionano e le cancellerie chiuse. Una problema grave che si riflette sull’amministrazione della giustizia della nostra provincia se solo si pensa all’importanza che il giudizio di appello riveste per chi è stato magari condannato in primo grado a Siena. "Lamentiamo ritardi nell’erogazione dei servizi della cancelleria – denuncia anche la Camera penale della nostra provincia rappresentata ieri dagli avvocati Giulio Pisillo e Michela Rossi –, aperta una sola ora al giorno e gravemente sottodimensionata rispetto al carico di lavoro che compete ad un ufficio giudiziario di distretto ampio come quello della Toscana". Spiegano che "difendere un cittadino davanti alla Corte d’appello è diventata una corsa ad ostacoli: accedere ai fascicoli per preparare le udienze è impossibile con una regolamentazione oraria così ridotta, così come ottenere copie delle sentenze che vanno impugnate per legge entro un limite massimo".

La.Valde.