"Quella sua telefonata mi risuona nella testa: ‘Ho un po’ di febbre, il raffreddore. Sto bene, non ho niente’. Nel giro di 48 ore la situazione è precipitata. Mamma è stata ricoverata d’urgenza. Quattordici giorni in terapia intensiva, il 16 novembre la chiamata al cellulare di mia sorella. Era morta. Nella sua vita ha vinto tante battaglie, ma contro il Covid 19 non ce l’ha fatta", spiega...

"Quella sua telefonata mi risuona nella testa: ‘Ho un po’ di febbre, il raffreddore. Sto bene, non ho niente’. Nel giro di 48 ore la situazione è precipitata. Mamma è stata ricoverata d’urgenza. Quattordici giorni in terapia intensiva, il 16 novembre la chiamata al cellulare di mia sorella. Era morta. Nella sua vita ha vinto tante battaglie, ma contro il Covid 19 non ce l’ha fatta", spiega commosso Stefano Rosini. Che è abituato a stare in trincea, come coordinatore provinciale de ‘La Racchetta’, associazione in prima linea nella protezione civile per la distribuzione di mascherine e l’assistenza alla popolazione. Ma qui si toccano le corde del cuore. "Sei scosso nel profondo quando perdi così una madre. Si chiamava Alba (Zeppi, ndr), aveva 76 anni. Dall’ultima telefonata, quando le cose sono precipitate, non ho potuto più parlare con lei, tantomeno vederla. Massacrante, ti lacera dentro. E anche l’ultimo addio – prosegue – è stato al cimitero di Costaberci. Io, mia sorella, babbo e il parroco per la benedizione. Nessun altro".

Una vita portata via in un soffio. Eppure Alba era "una bomba atomica di energia", la ricordano i figli. Battagliera, che aveva lavorato in fabbrica e da cui Rosini ha ereditato la passione per aiutare gli altri che ora è parte della sua vita. "Tendeva sempre la mano alle persone, una generosa. La frase che la fotografa meglio è quella di sua nipote Francesca: ‘Il vuoto non lo hai saputo lasciare, non sapevi neppure che esistesse’. Ma il Covid con lei è stato rapido, l’ha spezzata. Una storia personale di cui parlo con difficoltà – confessa Rosini – ma l’ho fatto per dire ai negazionisti che il Covid c’è. Non è un’invenzione. Che il virus quando meno te l’aspetti ti può travolgere, portando via gli affetti più cari. Sembrava che con l’estate alle spalle il peggio fosse passato, invece il nemico invisibile è lì, in agguato. Bisogna cercare di sostenerci a vicenda come comunità. Il mio motto è l’unione fa la forza, ora più che mai".

Laura Valdesi