Pino Di Blasio Lo ha ricordato anche il candidato presidente della Regione, Eugenio Giani, citando il piano da 250 milioni di euro per la ristrutturazione del Policlinico delle Scotte. Un piano di cui si è parlato tanto negli ultimi mesi, anche prima del Coronavirus, voluto sia dal presidente Rossi che dal direttore generale Valter Giovannini. Le Scotte hanno sicuramente bisogno...

Pino

Di Blasio

Lo ha ricordato anche il candidato presidente della Regione, Eugenio Giani, citando il piano da 250 milioni di euro per la ristrutturazione del Policlinico delle Scotte. Un piano di cui si è parlato tanto negli ultimi mesi, anche prima del Coronavirus, voluto sia dal presidente Rossi che dal direttore generale Valter Giovannini. Le Scotte hanno sicuramente bisogno di un maquillage profondo. Il primo lotto è stato costruito negli anni Ottanta, è cresciuto per aggiunte successive di lotti, laboratori, piani e sale operatorie fino ad arrivare alla struttura attuale con troppi pezzi che sono figli di altre epoche sanitarie ed edilizie. Quindi vanno rifatti.

Il piano di ristrutturazione ha avuto anche un colpo di acceleratore dalla necessità di gestire la pandemia. L’efficacia nell’affrontare l’emergenza, lo studio di un modello che ha fatto scuola in tutta la Toscana e poi in tutta Italia dal pre-triage alle aree multidisciplinari Covid, hanno dato al Policlinico altri meriti e medaglie. E mentre oggi la Direzione delle Scotte si dedica all’obiettivo di restituire l’ospedale ai senesi, la Regione, unica proprietaria dopo averlo acquistato dall’Università, dovrà preoccuparsi di finanziare la sua ristrutturazione. Ed è su questo argomento che serve un colpo d’ala governativo. E’ sempre più assurda questa guerra ideologica contro il Mes, che è arrivata addirittura a provocare una frattura tra la Merkel e il premier Conte. L’allergia dei grillini al fondo salva-Stati, la paura di trovarsi indebitati e costretti a vincoli che non esistono per ora, il terrore di vedersi bacchettare come un Berlusconi qualsiasi dalle istituzione europee sono i freni per godere di prestiti senza tassi di interesse che sarebbero la salvezza per gli investimenti sanitari.

Perché il Mes è questo: un’iniezione di liquidità per rafforzare la sanità europea e anche senese di fronte a un futuro sempre più malaticcio.