Convalidato l'arresto del latitante a Siena: blitz della Questura

Ieri al Tribunale di Siena è stato convalidato l'arresto di un marocchino di 35 anni e dei suoi due cugini. Il 35enne resterà in carcere, mentre i due ragazzi sono stati sottoposti all'obbligo di dimora. Trovati 160 gr di cocaina e strumenti per il taglio e il confezionamento.

Convalidato l’arresto  del latitante

Convalidato l’arresto del latitante

Ieri al Tribunale di Siena è stato convalidato l’arresto del marocchino 35enne e dei due suoi giovani cugini finiti in manette domenica in un appartamento di Sovicille dopo un blitz all’alba della Squadra mobile della Questura senese (nella foto il questore Pietro Milone) e degli agenti del Commissariato di Poggibonsi. Il 35enne resterà in carcere, mentre per i due ragazzi, entrambi regolari e senza precedenti, il pm ha applicato l’obbligo di dimora nel proprio comune. Il 35enne, difeso dall’avvocato Roberta Benini e residente nella nostra provincia, era latitante da quattro giorni, dopo l’’evasione’ dai domiciliari, che scontava a casa di alcuni parenti, a Imperia. L’uomo, pluripregiudicato per reati di spaccio di sostanze stupefacenti, maltrattamenti, atti persecutori e violenza sessuale, era stato beccato dagli agenti a casa di parenti, a Sovicille, dove si era rifugiato dopo la fuga. In sua compagnia c’erano i due cugini, uno difeso dall’avvocato Beatrice Borghi, e l’altro dall’avvocato Costantino Vocino. Alla vista degli agenti il marocchino, così come aveva fatto a Imperia, aveva tentato di scappare dalla finestra, ma era stato bloccato quasi subito. Nel corso della perquisizione, la polizia aveva rinvenuto nell’appartamento, nascosti in un’intercapedine, 160 grammi di cocaina e strumenti per il taglio e il confezionamento di stupefacenti. Di conseguenza, per i tre era scattato l’arresto in flagranza. Al 35enne i poliziotti hanno inoltre notificato un ordine di esecuzione della Procura di Siena, dal momento che deve scontare due anni e cinque mesi di reclusione, e un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Siena, (successivamente alla fuga dalla città ligure) nell’ambito del procedimento penale per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e altro.

Marco Brogi