Ha mentito, pur sapendolo innocente. L’ha calunniato con una lettera. Poi se n’è pentito, ritrattando. Di qui la condanna a tre anni (2 erano stati chiesti dal pm) per William Renan Vilanova Correa, 26enne brasiliano salito alla ribalta della cronaca perché recluso in quanto responsabile dell’omicidio di una prostituta in Vallerozzi nel 2013. Secondo il giudice Ottavio Mosti, che dopo oltre un’ora di camera di...

Ha mentito, pur sapendolo innocente. L’ha calunniato con una lettera. Poi se n’è pentito, ritrattando. Di qui la condanna a tre anni (2 erano stati chiesti dal pm) per William Renan Vilanova Correa, 26enne brasiliano salito alla ribalta della cronaca perché recluso in quanto responsabile dell’omicidio di una prostituta in Vallerozzi nel 2013. Secondo il giudice Ottavio Mosti, che dopo oltre un’ora di camera di consiglio ha emesso la sentenza, non sarebbe il manzoniano "vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro" che ha descritto il difensore dell’uomo, Massimo Rossi. Riferendosi all’ex comandante del carcere di Santo Spirito, parte civile attraverso l’avvocato Luigi De Mossi, e un altro operatore penitenziario. Quest’ultimo, assistito da Alessandro Betti, era accusato di calunnia in concorso con Correa in quanto, secondo la procura, lo avrebbe istigato orchestrando l’accusa. E’ stato assolto per non aver commesso il fatto. Correa invece ha avuto tre anni, come detto, dovrà risarcire la parte civile in separata sede liquidando una provvisionale di 20mila euro. Fra 90 giorni le motivazioni.

Una vicenda delicatissima, quella che si è conclusa ieri dopo le richieste del pm e le parole dell’avvocato De Mossi che hanno ricostruito in modo certosino i passaggi che avrebbero dato sostanza alla calunnia nei confronti del suo assistito. Accusato nella lettera di Correa di portare droga dentro il carcere, cosa da cui è poi stato scagionato completamente. Il rancore dell’operatore penitenziario, anch’esso imputato, sarebbe stato legato alla segnalazione fatta dall’allora comandante per cene che si erano svolte a Santo Spirito durante l’orario di lavoro. Per la cronaca, c’era poi stata l’assoluzione al riguardo per la particolare tenuità del fatto.

"Non esiste che il mio assistito abbia preso la ‘Colt Villanova’, l’abbia armata per poi sparare", usa toni forti l’avvocato Betti per smontare l’accusa nei confronti dell’operatore penitenziato. Il giudice voleva rinviare per repliche e sentenza, ma gli avvocati non erano disponibili per l’altra data. E ha chiuso il capitolo Correa.

La.Valde.