I carabinieri sul luogo del delitto (foto Di Pietro). Nel riquadro la vittima Neda Vannoni
I carabinieri sul luogo del delitto (foto Di Pietro). Nel riquadro la vittima Neda Vannoni

Poggibonsi (Siena), 23 febbraio 2019 - Ha lasciato tre biglietti Casimirro Delli, il novantenne di Poggibonsi che ha ucciso la moglie Neda Vannoni, 83 anni, la compagna di una vita, e poi ha tentato di farla finita prima buttandosi nello Staggia, poi cercando vanamente di tagliarsi le vene. In un biglietto chiede scusa ai figli per il gesto, nell’altro chiede scusa ai carabinieri della compagnia cittadina con i quali aveva un bellissimo rapporto. Il terzo biglietto è per gli amici della bocciofila del Romituzzo: poche parole di addio alle persone con cui passava interi pomeriggi a giocare a carte.

Lunedì  sul corpo della moglie, che il marito ha soffocato nel letto perchè la credeva gravemente malata, sarà eseguita l’autopsia all’ospedale di Careggi. Casimirro Delli invece è ancora agli arresti domiciliari alle Scotte per omicidio volontario. I carabinieri non lo perdono di vista un attimo, di fronte al rischio concreto che possa riprovare a mettere fine ai suoi giorni. Come ha tentato di fare subito dopo l’uccisione della moglie, prima buttandosi nello Staggia in questo periodo in secca, poi cercando di tagliarsi tagliandosi le vene.

Casimirro Delli era molto amico di alcuni carabinieri in servizio alla compagnia di Poggibonsi. Una volta all’anno andava a potare i due ulivi della caserma e sono proprio i suoi amici dell’Arma i destinatari di uno dei biglietti lasciati dal pensionato: «Scusatemi per questo gesto». Una tragedia della disperazione, quella che si è cosumata nell’appartamento di via Pisana dove l’anziana coppia viveva da tanti anni, che ha scosso un po’ tutti in città. A partire dagli stessi carabinieri. Il comandante della compagnia Sergio Turini in queste ore è andato a trovare il pensionato: una visita di qualche minuto per fargli sentire la sua vicinanza in questa storia drammatica, figlia della paura di vedere la dolce compagna di una vita ammalarsi e perdere la lucidità sotto il peso della vecchiaia. La signora Neda, a quanto pare, non soffriva di brutte malattie. Aveva l’influenza in questi giorni e qualche frase magari un po’ confusa può avere allarmato il marito, gettandolo nella disperazione e nello sconforto. Al punto di decidere di ucciderla e poi di farla finita congedandosi insieme dalla vita. Una vita vissuta fianco a fianco per sessant’anni.