Siena, 12 aprile 2018 - "Dieci milioni di crediti da 13 partiti". Lo rivela la banca durante l’assemblea degli azionisti di Monte dei Paschi di Siena, la prima presieduta dal nuovo presidente Stefania Bariatti in corso a Siena. 

"Al 31 dicembre 2017, il gruppo Mps vanta crediti nei confronti di 13 partiti politici per complessivi 10 milioni di euro, di cui 9,7 milioni non performing». Non performing significa credito deteriorato, difficile da recuperare. È quanto risponde per scritto la banca a una domanda posta da un azionista. "La banca rivela poi di "avere 61 milioni di crediti nei confronti dei PEP, ossia le persone che occupano o che hanno occupato importanti cariche pubbliche, i loro familiari diretti o coloro con i quali tali persone intrattengono notoriamente stretti legami". Dei 61 milioni di crediti nei confronti dei 'PEP' circa 6 milioni sono crediti deteriorati. 

Il Monte dei Paschi inoltre fa sapere che non ricorrerà a un "taglio massivo dei costi e dell'occupazione" come pure prevederebbe il piano di ristrutturazione raggiunto con Bruxelles ma solo quei taglio coerenti con il raggiungimento dei target del piano. Lo ha indicato l'amministratore delegato Marco Morelli in avvio di assemblea rivelando che la trattativa con Bruxelles avrebbe potuto finire anche con uno 'spezzatino' di Mps.

Morelli ricorda la lunga trattativa per la definizione del piano e il fatto che si è arrivati a lasciare inalterata la forza di lavoro "con riduzioni e uscite solo volontarie. Non era pacifico finisse cosi': poteva finire anche in modo diverso, con una decisione che avrebbe implicato la mancanza di un corpo unico della banca, una riduzione notevole del corpo occupazionale". Il piano che la banca sta attuando prevede invece tagli dei costi "nei limiti che ci permettano di raggiungere i nostri obiettivi".