Si discute sulla sperimentazione dei monoclonali
Si discute sulla sperimentazione dei monoclonali

Siena, 15 giugno 2021 - "Se non riusciremo a superare questa impasse siamo pronti ad andare a testare i nostri anticorpi monoclonali alle Filippine e in Sudamerica. In Italia ci sono ancora troppi ostacoli burocratici sulla strada della scienza". E’ la provocazione – nemmeno troppo lontana dalla realtà - del professor Rino Rappuoli, coordinatore del Mad Lab della Fondazione Tls, appena entrato nella fase II e III della sperimentazione clinica degli anticorpi monoclonali, potente e innovativo farmaco anti-Covid, la terapia da usare laddove il vaccino non ha funzionato (o non è stato somministrato) ed è invece giunta l’infezione. Il paradosso è che la ricerca in appena un anno ci ha donato una terapia che fino a qualche mese fa in tanti avrebbero pagato per avere, per frenare le centinaia di decessi e migliaia di ricoveri innescati dal virus e ora che i contagi sono pochi e i ricoveri diminuiti del 70% per effetto del vaccino, non si trovano pazienti positivi da sottoporre alla sperimentazione.

L’iter sanitario vuole che il farmaco sia testato – si tratta di una semplice iniezione intramuscolare, più o meno come il vaccino - su 806 positivi entro le 72 ore dal risultato del tampone; purtroppo però la segnalazione e arruolamento dei potenziali pazienti deve arrivare agli ospedali, che stanno portando avanti la sperimentazione, dai medici di medicina generale e da centri e specialisti che li hanno in cura. E sta qui l’ostacolo: in nome della privacy, al momento chi deve e può non sta segnalando i suoi assistiti e promuovendo l’opportunità. E così, seppur in Italia si contino ancora oltre mille contagiati al giorno, con gli anticorpi Tls sono al momento trattati appena una ventina di positivi.

Lo studio sugli anticorpi monoclonali di Tls e le modalità di arruolamento dei pazienti per la sperimentazione in corso saranno dunque al centro di un webinar oggi alle 21. Ad illustrare a distanza lo studio sarà proprio il professor Rino Rappuoli, insieme ad Andrea Paolini, direttore generale di Tls che con l’assessore regionale alla salute Simone Bezzini approfondiranno il modus operandi dell’arruolamento di pazienti su cui testare gli anticorpi. Il webinar avrà nella platea d’ascolto a distanza circa 220 professionisti sanitari, che sono poi coloro che possono segnalare agli ospedali i pazienti da trattare: si parla di 42 coordinatori sanitari, 117 coordinatori di medici di medicina generale di ogni territorio, 30 referenti Usca, 15 direttori di Unità di Malattie infettive e poi tutti i direttori generali e direttori sanitari delle aziende sanitarie e ospedaliere della Toscana.