di Paolo Bartalini Credere nelle persone con disabilità cognitiva e offrire loro l’opportunità di lavorare, affinché riescano a immettersi con profitto in un percorso professionale. Anffas Alta Valdelsa fornisce da anni ai giovani con difficoltà gli strumenti utili per risultare produttivi. Con esiti senza dubbio confortanti come testimoniato dall’illuminante storia di Alessia, una ragazza che si è formata frequentando i laboratori di Anffas e che è stata adesso...

di Paolo Bartalini

Credere nelle persone con disabilità cognitiva e offrire loro l’opportunità di lavorare, affinché riescano a immettersi con profitto in un percorso professionale. Anffas Alta Valdelsa fornisce da anni ai giovani con difficoltà gli strumenti utili per risultare produttivi. Con esiti senza dubbio confortanti come testimoniato dall’illuminante storia di Alessia, una ragazza che si è formata frequentando i laboratori di Anffas e che è stata adesso assunta per un tirocinio presso la pizzeria ’Scrocchia e gusta’ di piazza Mazzini a Poggibonsi, all’angolo di via Socrate Sardelli.

Di lavoro vero e proprio si tratta e non di un inserimento socio terapeutico: un’esperienza, quest’ultima, già compiuta da Alessia e poi sfociata nell’avvio di un legame lavorativo autentico in virtù del quale la giovane è divenuta a ogni effetto un’addetta al bancone. Merito pure della sensibilità dei titolari dell’attività commerciale, Riccardo Calonaci e Alessia Settefonti, che hanno saputo garantire il diritto al lavoro alla tirocinante senza lasciarsi condizionare dalla ’paura della diversità’.

Un fattore che spesso, purtroppo, finisce per frenare la realizzazione di importanti progetti di riconoscimento delle potenzialità. "A noi dà soddisfazione l’idea di andare incontro a ragazzi che partono da uno svantaggio – spiegano i responsabili di ’Scrocchia e gusta’ – e così insieme con Anffas Alta Valdelsa, con la presidente Lucia Semplici e con tutti gli operatori del Centro che ha sede alla Strolla abbiamo creato da tempo una collaborazione fruttuosa".

Ne è convinta Alessia, un’occupazione autentica e tanto entusiasmo per vincere la timidezza che può avere origine dallo stare al pubblico: "Sono contenta – afferma – della possibilità di crescita che mi è stata offerta e degli insegnamenti ricevuti". Dall’associazione che si dedica a iniziative a favore della disabilità intellettiva e relazionale, si tiene a far presente un aspetto determinante: "La nostra società non considera adatte al lavoro le persone con disabilità cognitive, a differenza di quanti sono alle prese con complicazioni di carattere fisico, che hanno invece maggiori chance di ingresso in un ambiente produttivo. Il cammino intrapreso da Alessia, dimostra viceversa che, grazie a un adeguato sostegno, anche coloro che devono misurarsi con serie problematiche possono riuscire nell’intento".